2 giorni fa

Emidio di Treviri

"Lungo la dorsale appenninica dell’Italia centrale colpita dal sisma del 2016/2017 esistono ancora le proprietà collettive conosciute nelle Marche come “Comunanze Agrarie”, sopravvissute dentro e tutto attorno al perimetro del Parco Nazionale dei Sibillini..."

È finalmente disponibile sulla piattaforma OpenDDB (Distribuzioni dal Basso) il documentario "Le terre di tutti" prodotto da Emidio di Treviri e @Brigate di solidarietà attiva - Marche

Tutte le informazioni per scaricare, donare o organizzare presentazioni al link ---> www.openddb.it/film/le-terre-di-tutti/
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2 settimane fa

Emidio di Treviri

PREMIO MASSIMO DELL'ORSO: ABBIAMO UNA VINCITRICE

Un anno fa annunciavamo la nascita del Premio di Laurea dedicato alla memoria di Massimo Dell’Orso, rivolto alle ricerche che hanno affrontato il tema del post-sisma nell’Appennino Centrale, consapevoli dell’importanza di indagare i processi di trasformazione che coinvolgono le nostre montagne. La partecipazione riscontrata e l’eterogeneità dei lavori ricevuti ce ne hanno dato conferma.

Proprio per questo abbiamo deciso di affiancare al premio altri due progetti.
Da un lato, la creazione di un archivio digitale, intitolato alla memoria di Massimo, che sia liberamente consultabile e che contenga tutti i lavori scientifici che si sono confrontati con il tema delle trasformazioni delle aree interne nel post-sisma.
Dall’altro, la pubblicazione, entro la fine dell’anno, di un volume collettaneo di taglio divulgativo che raccolga un estratto dei lavori più significativi dei partecipanti al premio, per facilitarne la diffusione.

Al centro di entrambi i progetti c’è il tentativo di guardare ai luoghi in modo transdisciplinare, ma soprattutto la volontà di condividere e restituire ai territori la conoscenza prodotta in ambito accademico, per provare a dare avvio a processi di soggettivazione e partecipazione che siano in grado di contribuire alla ri-costruzione di immaginari condivisi da parte di chi quei luoghi li vive.

Lo scorso 3 maggio la commissione composta dai soggetti finanziatori si è riunita virtualmente per la scelta del vincitore, e ha deciso di premiare la tesi dal titolo “Pianificare la temporaneità. Storie di gestione e autogestione nel postsisma del CentroItalia” di Gaia Biccheri. È stata riconosciuta la centralità dei temi trattati rispetto agli obiettivi del bando e valorizzata l’importanza che il lavoro di tesi ha riservato alle esperienze di attivazione dal basso e di autogestione nate nel post-sisma dell’Appennino centrale.
La commissione ha poi deciso di destinare una menzione speciale per l’accurato lavoro etnografico alla tesi dal titolo “Prima il food e poi le case? Gastroturismo e strategie di sviluppo delle aree colpite dai sismi 2016-17. Il caso di Amatrice e Castelluccio di Norcia” di Alexandra D'Angelo.

Per i brindisi e gli altri momenti da passare fianco a fianco, contiamo di aggiornarci presto.

- con la Famiglia e gli Amici di Massimo Dell'Orso, Terre in Moto Marche, CASA Cosa Accade Se Abitiamo, BRIGATE SOLIDARIETA' ATTIVA - Marche, Sociologia Unicam, Istituto Storico
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4 settimane fa

Emidio di Treviri

Ieri, festa dei lavoratori, si sono compiuti due anni da quando Massimo Dell’Orso, amante sincero dell'Appennino e anima del Centro Faunistico del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, ha deciso di andarsene nell’hotel sulla costa abruzzese dove era stato sfollato.

Ad un anno esatto dalla sua scomparsa annunciavamo la nascita del premio di laurea dedicato alla sua memoria simbolo dei tanti che in molti modi se ne erano andati, con l’obiettivo di premiare la tesi che meglio avesse affrontato il tema del post-sisma dell’Appennino Centrale 2016-2017. Un anno dopo possiamo dirci largamente soddisfatti della risposta ricevuta segno che continua a essere importante per molti e molte approfondire i cambiamenti che le nostre montagne terremotate stanno attraversando, oltre il momento emergenziale. A breve potremo dare notizie del vincitore ma soprattutto del progetto di archivio e della pubblicazione che la accompagnerà...

In questo momento orribile in cui il pianeta ci chiede conto del nostro modo di vita sempre più incompatibile con le altre forme di vita, scopriamo ancor di più la necessità di approfondire con i mezzi a nostra disposizione e rigore il punto di vista di chi soffre nei territori considerati ai margini. Quando tutto questo sarà finito, avremo ancora meno voglia di fare finta di niente. E molte parole per dirlo.
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"Se continua così, i nostri bambini diventeranno degli zombie", ci dice un'abitante dell'area container di Tolentino (Mc), la più grande del centro Italia terremotato.
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Da qualche settimana sono spuntati recinzioni, divieti d'accesso, forze dell'ordine ed un badge che monitora gli ingressi: un apparato securitario che assomiglia a quello utilizzato nei campi di frontiera.
Questi sono gli strumenti pensati dalla Protezione civile per "contenere" l'epidemia di COVID-19 nel campo. Un quartiere prodotto dopo il sisma, incubatore di marginalità prima, luogo di grave segregazione oggi. Nel campo dopo 4 anni vivono ancora 250 persone tra anziani, bambini, persone con dipendenze e fragilità psichiche, e famiglie migranti.
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Aspettano quelle case, promesse e mai ultimate da una giunta che utilizza l'emergenza per i propri interessi speculativi attraverso favoritismi e legami clientelari.
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Ieri l'amministrazione comunale ha negato l'accesso nell'area all'ASUR marchigiana, poiché gli operatori non erano, secondo il sindaco Giuseppe Pezzanesi, dotati di certificati e protezioni adeguate.
Rispondere al rischio del contagio attraverso un incremento della militarizzazione, ci sembra tutt'altro che la soluzione adeguata.
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Proteggere gli interessi locali rinchiudendo chi più esposto al rischio?
La salute o è per tutti/e o è un crimine contro gli ultimi.
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* AGGIORNAMENTO 8.4.2020 a cura di Federica Nardi www.cronachemaceratesi.it/2020/04/08/lasur-ha-diritto-a-fare-le-ispezioni-la-difesa-di-pezzanesi-...
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+++ GLI AUDIO DI "NAVIGANTI D'APPENNINO" +++
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In questi tempi di quarantena da #CoronaVirus, in cui è raccomandato chiudersi in casa (sempre che non stiate ancora vivendo in un container collettivo, come alcune centinaia di terremotati) speriamo di fare cosa gradita rendendo pubbliche le registrazioni audio dell'evento Naviganti d'Appennino.
...
L'evento si è tenuto al Politeama Tolentino poche settimane fa, e ha voluto mettere insieme tante voci per fare il punto su alcuni temi che interessano il territorio terremotato, in particolare la terra e chi la lavora.
...
In attesa dei video ufficiali dell'evento, potete riascoltare l'interessante dibattito su #PAC e #Noccioleti cui hanno partecipato tanti che hanno incrociato il percorso di Emidio di Treviri e continuano a lavorare sul territorio.
...
segui il link: hearthis.at/emidio-di-treviri/set/naviganti-dappennino/
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I progetti nati dal percorso tracciato da Emidio di Treviri sono diversi e ormai camminano sulle loro gambe. Presto riusciremo a raccontarveli tutti in un saluto a forma di Basilico.

Nel frattempo rilanciamo un evento lontano dal cratere ma non dall'Appennino. A Campobasso infatti sarà proiettato, all'interno di un ciclo di iniziative e incontri sul ritorno alla montagna, il nostro documentario sulle comunanze, una forma di organizzazione collettiva della proprietà tipica delle aree interne del paese.

Venerdì 7 febbrario, Casa del Popolo Campobasso, ore 18.30.
"Le terre di tutti" di Emidio di Treviri e Brigate di Solidarietà Attiva - Terremoto Centro Italia

Qui l'evento: Presentazione Le Terre di Tutti
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Grazie al Corriere Adriatico.it per lo spazio dedicato a rilanciare il premio MdO e la sua posticipata scadenza: fino al 31 gennaio 2020 è ancora possibile inviare tesi e partecipare alla costruzione dell'archivio!

Con il contributo di Emidio di Treviri, Sociologia Unicam, Istituto Storico di Macerata, Brigate di Solidarietà Attiva - Terremoto Centro Italia, e l'adesione di Terre in Moto Marche, Ecomuseo del MonteCeresa, CASA / Cosa Accade se Abitiamo - Frontignano, Parco Nazionale dei Monti Sibillini, la famiglia e gli amici di Massimo.
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Nonostante l'ottima partecipazione al premio MdO, abbiamo deciso di posticipare la deadline, che coincideva con la pausa natalizia, di trenta giorni. Sperando soprattutto che la notizia della costruzione di un archivio di conoscenza dal basso corra fin dove non è ancora arrivata, rilanciamo al 31 gennaio il termine ultimo per inviare il proprio lavoro di ricerca e partecipare al "Premio MdO 2019 - tesi sull'appennino che cambia nel post-terremoto".

Al link tutte le info necessarie, aiutate a fare girare la voce!
www.emidioditreviri.org/archivio-mdo/

Con il contributo di Emidio di Treviri, Sociologia Unicam, Istituto Storico di Macerata, Brigate di Solidarietà Attiva - Terremoto Centro Italia e l'adesione di Terre in Moto Marche, Ecomuseo del MonteCeresa, CASA / Cosa Accade se Abitiamo - Frontignano, Parco Nazionale dei Monti Sibillini, la famiglia e gli amici di Massimo.
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Due anni fa gli sfollati alloggiati nell #Hotel77 ci invitarono ad un'assemblea nel grande salone a piano terra. In quell'incontro denunciammo le decine di "irregolarità" nelle scelte operate da un'amministrazione comunale a traino Lega-Fratelli d'Italia.
Il sindaco Pezzanesi non si presentò, l'assessore all'urbanistica che si coprì di ridicolo durante l'incontro si dimise dopo qualche mese. Gli ospiti della struttura avrebbero dovuto subire l'ennesimo trasferimento di lì a pochi giorni perchè l'Hotel 77 dichiarava bancarotta e "vendeva ad una grande catena di franchising" si vociferava.
Oltre ai terremotati, i fratelli Mari avevano ospitato per mesi le forze dell'ordine presenti sul territorio, più di 250 persone al giorno, a pensione completa con 600.000 di soldi pubblici transitati dalla Regione Marche ai vecchi proprietari dell'Hotel. Vecchi perchè nel frattempo la struttura era andata all'asta, la proprietà era un'altra, ma i funzionari della Regione "non se n'erano ancora accorti" (come scriveva Federica Nardi in www.cronachemaceratesi.it/2017/11/29/sfollati-allhotel-77-regione-ignorava-cambio-di-proprieta-co...).
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Nelle Procure del centro italia sono stati depositati molti fascicoli in questi anni, e la maggior parte riposano ancora impolverati. La cosiddetta inchiesta "El Dorado", è solo uno dei tanti tasselli di un quadro complessivo fatto di favoritismi, irregolarità negli appalti, variazioni di bilancio, donazioni, che non hanno fatto notizia, perché complici sono gli apparati dello Stato.

www.repubblica.it/cronaca/2019/12/20/news/truffa_sugli_sfollati_del_terremoto_lingotti_d_oro_inve...

Lungi da noi gioire per la libertà privata a qualcuno, ci teniamo però a esprimere solidarietà a quelli che si sono trovati in balia degli interessi degli accumulatori, derisi dai politici e aizzati tra loro. Quando avremmo tutti insieme dovuto mordere la mano che ci allungava il pane.
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Molto è stato fatto, ma tanto resta da fare in termini di diffusione: aiutateci a raccontare del Premio Massimo dell'Orso, che in realtà è "una scusa" per la costruzione di un archivio libero, aperto e fruibile a tutti.
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Aiutateci a diffondere l'idea che solo con la condivisione la conoscenza diventa utile a rialzarsi.
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Manca poco alla scadenza! Ditelo in giro...
www.emidioditreviri.org/archivio-mdo/PREMIO MASSIMO DELL'ORSO 2019
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Lanciamo un premio per la tesi sull'Appennino che cambia. Vogliamo costruire un archivio dei lavori scientifici sul post-sisma per organizzare la conoscenza dal basso.
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E vogliamo dedicarlo alla memoria di Massimo Dell'Orso, che amava l'Appennino e ci ha lasciate un anno fa.
Scaricate dal sito i dettagli e diffondete la voce: c'è bisogno di tutte/i.
www.emidioditreviri.org/archivio-mdo/
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con il contributo di Emidio di Treviri, Sociologia Unicam, Istituto Storico di Macerata, Brigate di Solidarietà Attiva - Terremoto Centro Italia e l'adesione di Terre in Moto Marche, Ecomuseo del MonteCeresa, CASA / Cosa Accade se Abitiamo - Frontignano, Parco Nazionale dei Monti Sibillini, la famiglia e gli amici di Massimo.
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7 mesi fa

Emidio di Treviri

Cosa ce ne facciamo della conoscenza?A tre anni dai sismi sull’Appennino Centrale la situazione è drammatica in maniera auto-evidente.

Chi ci vive da queste parti la conosce bene. Chi non ci vive se ne accorge appena ci passa, dal silenzio delle valli, dal buio dei lampioni spenti, dagli odori che mancano. Una resa limpida ben più dell'ennesimo reportage fotografico, o di nuovi dati. (Che poi sarebbe bello un giorno avere quelli veri, ad ora in possesso di istituzioni pubbliche e imprese partecipate, che si rifiutano di metterli a disposizione della collettività.)

Eppure lo sport quasi obbligatorio nel post sisma sembra ancora quello di dover sudare per dimostrare al mondo fuori che la situazione è ferma, anzi marcia in direzione opposta: quella dello spopolamento e della presepizzazione. La tale lobby afferma che di questo passo «La ricostruzione finirà nel 2049», il tal giornalista ci ricorda che tutto è fermo, tale studio dice che lo spopolamento avanza a ritmi esorbitanti e via andando in un turbinio periodico di informazioni corroboranti il dramma sotto i nostri occhi.

Questo tipo di produzione di conoscenza è molto utile per chi è fuori dalla bolla appenninica: sui social, nei mass-media, nelle università etc. queste rappresentano informazioni importanti, che circolano in determinate nicchie culturali e sottogruppi politici, e aiutano queste a farsi un'idea di uno spicchio del dramma generale in cui siamo immersi.

Il problema è che contribuiscono poco o affatto al dibattito pubblico nei luoghi della montagna, da cui il dato, la notizia, la foto etc. vengono estrapolate.

Che la ricostruzione avrebbe avuto tempi apocalittici, che ampi settori produttivi sarebbero entrati in crisi, che lo spopolamento si sarebbe acuito etc. stava scritto nei report, negli studi di associazioni, gruppi e sindacati da tempo, da mentre succedevano. Veniva messo nero su bianco, infatti, mentre i dispositivi, che quei fenomeni li avrebbero accelerati se non prodotti ex-novo, si stavano implementando. Ad esempio: La CGIL-MC denunciava dall'inizio che il meccanismo dei subappalti avrebbe dato luogo a condizioni di lavoro infime e qualità del costruito peggiore. Certo è utile il servizio di tale “Striscia satirica” a denunciare lo scandalo dei pavimenti ammuffiti, ma lo è principalmente per quella opinione pubblica che vogliamo indignata, non perché chi ci vive abbia migliori condizioni abitative.

Provocherebbe sicuro scandalo se dicessimo che lo Stato eroga mensilmente XX mln di € a fondo perduto per l'autonoma sistemazione anche a chi non ne ha bisogno. Ma non avrebbe nessun impatto sulla vita di chi è incluso in un meccanismo che genera disuguaglianza. Più utile è stato, a parere nostro, partire da quell'analisi per proporre un piano per una più corretta redistribuzione delle risorse che potesse anche re-incentivare il ritorno.

Utile perché ha funzionato e le cose sono cambiate? Magari... “utile” perché nella discussione, nella definizione dell'agenda etc. la questione è diventata argomento per gli abitanti e quindi strumento di soggettivazione, identificando modi di utilizzare gli strumenti teorici dentro a contesti conflittuali o che si pretendono tali.

Crediamo che in questa sfumatura, tra la denuncia ex-post (che vuole produrre indignazione) e la contro-progettazione che muove dalla constatazione del conflitto, stia lo spazio dell'utilizzo della conoscenza per il riscatto, per il cambiamento.

Per questo, già un anno fa dopo aver chiuso l'unica ricerca sull'emergenza di questi terremoti nel libro "Sul fronte del sisma", il progetto di Emidio di Treviri ha scelto di non perseguire univocamente la strada della produzione analitica. Piuttosto, a partire da questa, muoversi verso traiettorie che hanno tentato di produrre diversi contro-piani. Li abbiamo chiamati gruppi di Ricerca-azione e sono stati impegnati (alcuni tuttora lo sono) a elaborare proposte che potessero rappresentare un punto di fuga verso cui proiettare quanto emerso dalle analisi sul campo. Hanno rappresentato una maniera per tentare di rispondere alla domanda: "e di tutte ste pagine di numeri, lettere e foto io, che me ne faccio?".

Forse niente, ma forse può rappresentare la base per stabilire un modo corretto di porsi le giuste domande, e andare incontro a risposte diverse da quelle già scritte.

Mimmo Perrotta, un compagno e ricercatore dell’Università di Bergamo, dice che è una forma di restituzione della ricerca. Con questo non vogliamo affermare di essere sicuri di praticarla come sarebbe necessario (altrimenti la realtà forse non farebbe schifo in maniera così “autoevidente”), quanto piuttosto che ci stiamo provando insieme allo sforzo di molti da queste parti.

Ps: Di binarietà, contro-progettazione e destituenza ne abbiamo parlato a lungo durante la Terza Scuola di Emidio di Treviri, di cui presto troverete il materiale nella sezione del sito dedicata.
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(non siamo stati molto social nel raccontare la scuola, ma...)

Volevamo dire grazie a Francesco e alla squadra cuochi per la compagnia culinaria, ad Anna per la passeggiata erbacea, a Guido e Frankie per le castagne, ad Alessandro, Giorgio, Laura, Rita, Lina, Marco, David e tutti gli altri per il contributo nei contenuti, a Leonardo, alle associazioni, ai comitati e a quelli stipati nell'assemblea pubblica per la voglia di cambiare, a Gianluca, Valesia, Antonio e a tutti gli altri per i canti e i suoni, ad Ale, Fernando, Giulia, Gabriele e a tutti gli altri che sono arrivati a Fornara per la partecipazione, a Marco e Donatella per la logistica, a Veronica, Niccolò, Chiara e gli altri per l'organizzazione della Terza Scuola di EdT, etc. etc.
Volevamo fare un video per ciascuno ma non sarebbero bastati i tre giorni della scuola. L'abbiamo fatto per L'assalto ai forni, ma vale per tutte voi.

Viva Emidio, Beato chi lotta!
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Perchè infierire?
Ce lo siamo chiesti di fronte a misure incomprensibili dell'emergenza, che hanno contribuito alla situazione che viviamo adesso.
Ce lo chiediamo con ancora più forza adesso - durante la non/ricostruzione - che certe assurdità stanno riscrivendo le sorti dei territori, nostro malgrado.
.
Siccome non siamo i soli a chiedercelo, stavolta la domanda ce la porremo con tutti quelli che hanno a cuore la sorte dei territori del cosiddetto cratere: le comunanze, i gruppi ambientalisti, i comitati di cittadini e di terremotati, le associazioni, gli attivisti etc.
Ci aiuteranno a chiarire la domanda professori, esperti di politiche europee e giornalisti.
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S A B A T O 1 9 O T T O B R E A R Q U A T A
(.sala polifunzionale agorà - ore 18.30.)
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Perchè la risposta possiamo ancora cambiarla.
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con Mario Di Vito, Paolo Piacentini, Brigate di Solidarietà Attiva - Terremoto Centro Italia, Leonardo Animali - Terre in Moto Marche, Legambiente Ascoli Piceno - La Nuova Ecologia, No QuakeLab Center Vettore, Comitato Civico 3e36 e molti altri

*evento all'interno della Scuola #3 EdT
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8 mesi fa

Emidio di Treviri

Venerdì 19 OTT: si comincia "in comunanza"
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Alle 18.30 - Proiezione del film-documentario "Le Terre di Tutti" e discussione sulla comunanze agrarie e le proprietà collettive oggi.
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alle 20 - Cena d'autunno della squadra cuochi di Fornara
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incontro con la Comunanza Canora (AN) e a seguire festabballo con canti e balli della tradizione.
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- con Appennino Doc- Fluvione Film Festival
#scuola3
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2 giorni fa

Emidio di Treviri

"Lungo la dorsale appenninica dell’Italia centrale colpita dal sisma del 2016/2017 esistono ancora le proprietà collettive conosciute nelle Marche come “Comunanze Agrarie”, sopravvissute dentro e tutto attorno al perimetro del Parco Nazionale dei Sibillini..."

È finalmente disponibile sulla piattaforma OpenDDB (Distribuzioni dal Basso) il documentario "Le terre di tutti" prodotto da Emidio di Treviri e @Brigate di solidarietà attiva - Marche

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2 settimane fa

Emidio di Treviri

PREMIO MASSIMO DELL'ORSO: ABBIAMO UNA VINCITRICE

Un anno fa annunciavamo la nascita del Premio di Laurea dedicato alla memoria di Massimo Dell’Orso, rivolto alle ricerche che hanno affrontato il tema del post-sisma nell’Appennino Centrale, consapevoli dell’importanza di indagare i processi di trasformazione che coinvolgono le nostre montagne. La partecipazione riscontrata e l’eterogeneità dei lavori ricevuti ce ne hanno dato conferma.

Proprio per questo abbiamo deciso di affiancare al premio altri due progetti.
Da un lato, la creazione di un archivio digitale, intitolato alla memoria di Massimo, che sia liberamente consultabile e che contenga tutti i lavori scientifici che si sono confrontati con il tema delle trasformazioni delle aree interne nel post-sisma.
Dall’altro, la pubblicazione, entro la fine dell’anno, di un volume collettaneo di taglio divulgativo che raccolga un estratto dei lavori più significativi dei partecipanti al premio, per facilitarne la diffusione.

Al centro di entrambi i progetti c’è il tentativo di guardare ai luoghi in modo transdisciplinare, ma soprattutto la volontà di condividere e restituire ai territori la conoscenza prodotta in ambito accademico, per provare a dare avvio a processi di soggettivazione e partecipazione che siano in grado di contribuire alla ri-costruzione di immaginari condivisi da parte di chi quei luoghi li vive.

Lo scorso 3 maggio la commissione composta dai soggetti finanziatori si è riunita virtualmente per la scelta del vincitore, e ha deciso di premiare la tesi dal titolo “Pianificare la temporaneità. Storie di gestione e autogestione nel postsisma del CentroItalia” di Gaia Biccheri. È stata riconosciuta la centralità dei temi trattati rispetto agli obiettivi del bando e valorizzata l’importanza che il lavoro di tesi ha riservato alle esperienze di attivazione dal basso e di autogestione nate nel post-sisma dell’Appennino centrale.
La commissione ha poi deciso di destinare una menzione speciale per l’accurato lavoro etnografico alla tesi dal titolo “Prima il food e poi le case? Gastroturismo e strategie di sviluppo delle aree colpite dai sismi 2016-17. Il caso di Amatrice e Castelluccio di Norcia” di Alexandra D'Angelo.

Per i brindisi e gli altri momenti da passare fianco a fianco, contiamo di aggiornarci presto.

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4 settimane fa

Emidio di Treviri

Ieri, festa dei lavoratori, si sono compiuti due anni da quando Massimo Dell’Orso, amante sincero dell'Appennino e anima del Centro Faunistico del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, ha deciso di andarsene nell’hotel sulla costa abruzzese dove era stato sfollato.

Ad un anno esatto dalla sua scomparsa annunciavamo la nascita del premio di laurea dedicato alla sua memoria simbolo dei tanti che in molti modi se ne erano andati, con l’obiettivo di premiare la tesi che meglio avesse affrontato il tema del post-sisma dell’Appennino Centrale 2016-2017. Un anno dopo possiamo dirci largamente soddisfatti della risposta ricevuta segno che continua a essere importante per molti e molte approfondire i cambiamenti che le nostre montagne terremotate stanno attraversando, oltre il momento emergenziale. A breve potremo dare notizie del vincitore ma soprattutto del progetto di archivio e della pubblicazione che la accompagnerà...

In questo momento orribile in cui il pianeta ci chiede conto del nostro modo di vita sempre più incompatibile con le altre forme di vita, scopriamo ancor di più la necessità di approfondire con i mezzi a nostra disposizione e rigore il punto di vista di chi soffre nei territori considerati ai margini. Quando tutto questo sarà finito, avremo ancora meno voglia di fare finta di niente. E molte parole per dirlo.
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"Se continua così, i nostri bambini diventeranno degli zombie", ci dice un'abitante dell'area container di Tolentino (Mc), la più grande del centro Italia terremotato.
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Da qualche settimana sono spuntati recinzioni, divieti d'accesso, forze dell'ordine ed un badge che monitora gli ingressi: un apparato securitario che assomiglia a quello utilizzato nei campi di frontiera.
Questi sono gli strumenti pensati dalla Protezione civile per "contenere" l'epidemia di COVID-19 nel campo. Un quartiere prodotto dopo il sisma, incubatore di marginalità prima, luogo di grave segregazione oggi. Nel campo dopo 4 anni vivono ancora 250 persone tra anziani, bambini, persone con dipendenze e fragilità psichiche, e famiglie migranti.
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Aspettano quelle case, promesse e mai ultimate da una giunta che utilizza l'emergenza per i propri interessi speculativi attraverso favoritismi e legami clientelari.
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Ieri l'amministrazione comunale ha negato l'accesso nell'area all'ASUR marchigiana, poiché gli operatori non erano, secondo il sindaco Giuseppe Pezzanesi, dotati di certificati e protezioni adeguate.
Rispondere al rischio del contagio attraverso un incremento della militarizzazione, ci sembra tutt'altro che la soluzione adeguata.
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Proteggere gli interessi locali rinchiudendo chi più esposto al rischio?
La salute o è per tutti/e o è un crimine contro gli ultimi.
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* AGGIORNAMENTO 8.4.2020 a cura di Federica Nardi www.cronachemaceratesi.it/2020/04/08/lasur-ha-diritto-a-fare-le-ispezioni-la-difesa-di-pezzanesi-...
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L'evento si è tenuto al Politeama Tolentino poche settimane fa, e ha voluto mettere insieme tante voci per fare il punto su alcuni temi che interessano il territorio terremotato, in particolare la terra e chi la lavora.
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In attesa dei video ufficiali dell'evento, potete riascoltare l'interessante dibattito su #PAC e #Noccioleti cui hanno partecipato tanti che hanno incrociato il percorso di Emidio di Treviri e continuano a lavorare sul territorio.
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Venerdì 7 febbrario, Casa del Popolo Campobasso, ore 18.30.
"Le terre di tutti" di Emidio di Treviri e Brigate di Solidarietà Attiva - Terremoto Centro Italia

Qui l'evento: Presentazione Le Terre di Tutti
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Con il contributo di Emidio di Treviri, Sociologia Unicam, Istituto Storico di Macerata, Brigate di Solidarietà Attiva - Terremoto Centro Italia, e l'adesione di Terre in Moto Marche, Ecomuseo del MonteCeresa, CASA / Cosa Accade se Abitiamo - Frontignano, Parco Nazionale dei Monti Sibillini, la famiglia e gli amici di Massimo.
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Il sindaco Pezzanesi non si presentò, l'assessore all'urbanistica che si coprì di ridicolo durante l'incontro si dimise dopo qualche mese. Gli ospiti della struttura avrebbero dovuto subire l'ennesimo trasferimento di lì a pochi giorni perchè l'Hotel 77 dichiarava bancarotta e "vendeva ad una grande catena di franchising" si vociferava.
Oltre ai terremotati, i fratelli Mari avevano ospitato per mesi le forze dell'ordine presenti sul territorio, più di 250 persone al giorno, a pensione completa con 600.000 di soldi pubblici transitati dalla Regione Marche ai vecchi proprietari dell'Hotel. Vecchi perchè nel frattempo la struttura era andata all'asta, la proprietà era un'altra, ma i funzionari della Regione "non se n'erano ancora accorti" (come scriveva Federica Nardi in www.cronachemaceratesi.it/2017/11/29/sfollati-allhotel-77-regione-ignorava-cambio-di-proprieta-co...).
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Nelle Procure del centro italia sono stati depositati molti fascicoli in questi anni, e la maggior parte riposano ancora impolverati. La cosiddetta inchiesta "El Dorado", è solo uno dei tanti tasselli di un quadro complessivo fatto di favoritismi, irregolarità negli appalti, variazioni di bilancio, donazioni, che non hanno fatto notizia, perché complici sono gli apparati dello Stato.

www.repubblica.it/cronaca/2019/12/20/news/truffa_sugli_sfollati_del_terremoto_lingotti_d_oro_inve...

Lungi da noi gioire per la libertà privata a qualcuno, ci teniamo però a esprimere solidarietà a quelli che si sono trovati in balia degli interessi degli accumulatori, derisi dai politici e aizzati tra loro. Quando avremmo tutti insieme dovuto mordere la mano che ci allungava il pane.
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Molto è stato fatto, ma tanto resta da fare in termini di diffusione: aiutateci a raccontare del Premio Massimo dell'Orso, che in realtà è "una scusa" per la costruzione di un archivio libero, aperto e fruibile a tutti.
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Aiutateci a diffondere l'idea che solo con la condivisione la conoscenza diventa utile a rialzarsi.
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Manca poco alla scadenza! Ditelo in giro...
www.emidioditreviri.org/archivio-mdo/PREMIO MASSIMO DELL'ORSO 2019
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Lanciamo un premio per la tesi sull'Appennino che cambia. Vogliamo costruire un archivio dei lavori scientifici sul post-sisma per organizzare la conoscenza dal basso.
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E vogliamo dedicarlo alla memoria di Massimo Dell'Orso, che amava l'Appennino e ci ha lasciate un anno fa.
Scaricate dal sito i dettagli e diffondete la voce: c'è bisogno di tutte/i.
www.emidioditreviri.org/archivio-mdo/
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con il contributo di Emidio di Treviri, Sociologia Unicam, Istituto Storico di Macerata, Brigate di Solidarietà Attiva - Terremoto Centro Italia e l'adesione di Terre in Moto Marche, Ecomuseo del MonteCeresa, CASA / Cosa Accade se Abitiamo - Frontignano, Parco Nazionale dei Monti Sibillini, la famiglia e gli amici di Massimo.
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7 mesi fa

Emidio di Treviri

Cosa ce ne facciamo della conoscenza?A tre anni dai sismi sull’Appennino Centrale la situazione è drammatica in maniera auto-evidente.

Chi ci vive da queste parti la conosce bene. Chi non ci vive se ne accorge appena ci passa, dal silenzio delle valli, dal buio dei lampioni spenti, dagli odori che mancano. Una resa limpida ben più dell'ennesimo reportage fotografico, o di nuovi dati. (Che poi sarebbe bello un giorno avere quelli veri, ad ora in possesso di istituzioni pubbliche e imprese partecipate, che si rifiutano di metterli a disposizione della collettività.)

Eppure lo sport quasi obbligatorio nel post sisma sembra ancora quello di dover sudare per dimostrare al mondo fuori che la situazione è ferma, anzi marcia in direzione opposta: quella dello spopolamento e della presepizzazione. La tale lobby afferma che di questo passo «La ricostruzione finirà nel 2049», il tal giornalista ci ricorda che tutto è fermo, tale studio dice che lo spopolamento avanza a ritmi esorbitanti e via andando in un turbinio periodico di informazioni corroboranti il dramma sotto i nostri occhi.

Questo tipo di produzione di conoscenza è molto utile per chi è fuori dalla bolla appenninica: sui social, nei mass-media, nelle università etc. queste rappresentano informazioni importanti, che circolano in determinate nicchie culturali e sottogruppi politici, e aiutano queste a farsi un'idea di uno spicchio del dramma generale in cui siamo immersi.

Il problema è che contribuiscono poco o affatto al dibattito pubblico nei luoghi della montagna, da cui il dato, la notizia, la foto etc. vengono estrapolate.

Che la ricostruzione avrebbe avuto tempi apocalittici, che ampi settori produttivi sarebbero entrati in crisi, che lo spopolamento si sarebbe acuito etc. stava scritto nei report, negli studi di associazioni, gruppi e sindacati da tempo, da mentre succedevano. Veniva messo nero su bianco, infatti, mentre i dispositivi, che quei fenomeni li avrebbero accelerati se non prodotti ex-novo, si stavano implementando. Ad esempio: La CGIL-MC denunciava dall'inizio che il meccanismo dei subappalti avrebbe dato luogo a condizioni di lavoro infime e qualità del costruito peggiore. Certo è utile il servizio di tale “Striscia satirica” a denunciare lo scandalo dei pavimenti ammuffiti, ma lo è principalmente per quella opinione pubblica che vogliamo indignata, non perché chi ci vive abbia migliori condizioni abitative.

Provocherebbe sicuro scandalo se dicessimo che lo Stato eroga mensilmente XX mln di € a fondo perduto per l'autonoma sistemazione anche a chi non ne ha bisogno. Ma non avrebbe nessun impatto sulla vita di chi è incluso in un meccanismo che genera disuguaglianza. Più utile è stato, a parere nostro, partire da quell'analisi per proporre un piano per una più corretta redistribuzione delle risorse che potesse anche re-incentivare il ritorno.

Utile perché ha funzionato e le cose sono cambiate? Magari... “utile” perché nella discussione, nella definizione dell'agenda etc. la questione è diventata argomento per gli abitanti e quindi strumento di soggettivazione, identificando modi di utilizzare gli strumenti teorici dentro a contesti conflittuali o che si pretendono tali.

Crediamo che in questa sfumatura, tra la denuncia ex-post (che vuole produrre indignazione) e la contro-progettazione che muove dalla constatazione del conflitto, stia lo spazio dell'utilizzo della conoscenza per il riscatto, per il cambiamento.

Per questo, già un anno fa dopo aver chiuso l'unica ricerca sull'emergenza di questi terremoti nel libro "Sul fronte del sisma", il progetto di Emidio di Treviri ha scelto di non perseguire univocamente la strada della produzione analitica. Piuttosto, a partire da questa, muoversi verso traiettorie che hanno tentato di produrre diversi contro-piani. Li abbiamo chiamati gruppi di Ricerca-azione e sono stati impegnati (alcuni tuttora lo sono) a elaborare proposte che potessero rappresentare un punto di fuga verso cui proiettare quanto emerso dalle analisi sul campo. Hanno rappresentato una maniera per tentare di rispondere alla domanda: "e di tutte ste pagine di numeri, lettere e foto io, che me ne faccio?".

Forse niente, ma forse può rappresentare la base per stabilire un modo corretto di porsi le giuste domande, e andare incontro a risposte diverse da quelle già scritte.

Mimmo Perrotta, un compagno e ricercatore dell’Università di Bergamo, dice che è una forma di restituzione della ricerca. Con questo non vogliamo affermare di essere sicuri di praticarla come sarebbe necessario (altrimenti la realtà forse non farebbe schifo in maniera così “autoevidente”), quanto piuttosto che ci stiamo provando insieme allo sforzo di molti da queste parti.

Ps: Di binarietà, contro-progettazione e destituenza ne abbiamo parlato a lungo durante la Terza Scuola di Emidio di Treviri, di cui presto troverete il materiale nella sezione del sito dedicata.
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(non siamo stati molto social nel raccontare la scuola, ma...)

Volevamo dire grazie a Francesco e alla squadra cuochi per la compagnia culinaria, ad Anna per la passeggiata erbacea, a Guido e Frankie per le castagne, ad Alessandro, Giorgio, Laura, Rita, Lina, Marco, David e tutti gli altri per il contributo nei contenuti, a Leonardo, alle associazioni, ai comitati e a quelli stipati nell'assemblea pubblica per la voglia di cambiare, a Gianluca, Valesia, Antonio e a tutti gli altri per i canti e i suoni, ad Ale, Fernando, Giulia, Gabriele e a tutti gli altri che sono arrivati a Fornara per la partecipazione, a Marco e Donatella per la logistica, a Veronica, Niccolò, Chiara e gli altri per l'organizzazione della Terza Scuola di EdT, etc. etc.
Volevamo fare un video per ciascuno ma non sarebbero bastati i tre giorni della scuola. L'abbiamo fatto per L'assalto ai forni, ma vale per tutte voi.

Viva Emidio, Beato chi lotta!
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Perchè infierire?
Ce lo siamo chiesti di fronte a misure incomprensibili dell'emergenza, che hanno contribuito alla situazione che viviamo adesso.
Ce lo chiediamo con ancora più forza adesso - durante la non/ricostruzione - che certe assurdità stanno riscrivendo le sorti dei territori, nostro malgrado.
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Siccome non siamo i soli a chiedercelo, stavolta la domanda ce la porremo con tutti quelli che hanno a cuore la sorte dei territori del cosiddetto cratere: le comunanze, i gruppi ambientalisti, i comitati di cittadini e di terremotati, le associazioni, gli attivisti etc.
Ci aiuteranno a chiarire la domanda professori, esperti di politiche europee e giornalisti.
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S A B A T O 1 9 O T T O B R E A R Q U A T A
(.sala polifunzionale agorà - ore 18.30.)
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Perchè la risposta possiamo ancora cambiarla.
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con Mario Di Vito, Paolo Piacentini, Brigate di Solidarietà Attiva - Terremoto Centro Italia, Leonardo Animali - Terre in Moto Marche, Legambiente Ascoli Piceno - La Nuova Ecologia, No QuakeLab Center Vettore, Comitato Civico 3e36 e molti altri

*evento all'interno della Scuola #3 EdT
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8 mesi fa

Emidio di Treviri

Venerdì 19 OTT: si comincia "in comunanza"
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Alle 18.30 - Proiezione del film-documentario "Le Terre di Tutti" e discussione sulla comunanze agrarie e le proprietà collettive oggi.
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alle 20 - Cena d'autunno della squadra cuochi di Fornara
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incontro con la Comunanza Canora (AN) e a seguire festabballo con canti e balli della tradizione.
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- con Appennino Doc- Fluvione Film Festival
#scuola3
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