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Emidio di Treviri

Emidio di Treviri è su Instagram, seguiteci anche su quel sentiero.
www.instagram.com/emidio_di_treviri/
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2 settimane fa

Emidio di Treviri

💚 All'inizio dell'estate di due anni fa, fummo ospitati a Bergamo a raccontare l'emergenza del terremoto dell'Appennino. Un'accoglienza calorosissima per il progetto di Emidio di Treviri, con cena e chiacchiere nella bellissima Kascina Autogestita Popolare Angelica "Cocca" Casile nel quartiere Monterosso.
.
👩‍⚕ Ieri, nel bel mezzo di un'altra violenta emergenza -quella del COVID19- che la comunità bergamasca ha scontato e continua a scontare in prima persona, l'amministrazione del Partito Democratico Bergamo ha ben pensato fosse prioritario sgomberare l'esperienza sociale della Kascina, colpevole di ospitare umanità, autogestione e prestare le proprie forze e ascolto a chi ne avesse -come noi in quel momento- bisogno.
.
✊ Siamo sempre vicini a chi perde il tetto sopra la propria testa, ma con uno slancio in più per gli amiche bergamaschi.
Seguite gli aggiornamento su Radio Onda d'Urto, lunga vita a chi lotta!
.
EMIDIO 💚 KASCINA
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2 settimane fa

Emidio di Treviri

::: SAREBBE STATO IMPOSSIBILE :::
.
🦠 Le condizioni generali della salute pubblica non ci permettevano di convocare una #ꜱᴄᴜᴏʟᴀ simile a quelle che avevamo vissuto negli anni precedenti, e abbiamo scelto di non farla.
.
👥 Non avremmo potuto convocare le assemblee pubbliche di lotta che sostanziano le teorie #radicali; non avremmo potuto organizzare le feste e i momenti di convivialità che danno senso alle slide che parlano di #comunità; non avremmo potuto solcare in sicurezza le relazioni col tessuto locale che concretizzano l'approccio col #territorio.
.
🔥 Ma per i progetti attivi, per l'urgenza di trovarsi intorno alle questioni concrete, non abbiamo potuto resistere al richiamo delle montagne del cratere a fine estate. Ci siamo visti per le poche relazioni necessarie a dirci che nonostante tutto ci siamo ancora. Momenti per darsi reciproca forza con gli altri impegnati a non abbandonare questi posti, nonostante il passare degli anni.
.
🐏 La #ꜱᴄᴜᴏʟᴀ di EdT quest'anno non c'è stata, ma sarebbe stato impossibile far saltare gli incontri tra noi, le passeggiate, il cinema di montagna nelle frazioni quasi abbandonate, le camminate, la cultura orale tradizionale, le nuove idee a lavoro... per renderle ancora più possibili da domani!

👇 le foto dell'adunanza #6 di Settembre 2020
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4 settimane fa

Emidio di Treviri

FERMATO L'ASSALTO AI DOMINI COLLETTIVI

Il decreto Semplificazioni, tra le tante sciagure che introduceva, ospitava anche un tentativo della "lobby dei gasdotti" di scavalcare gli usi civici.
Piccole modifiche alla legge che avrebbero compromesso la possibilità per le comunità di opporsi agli attraversamenti sui propri territori. Ne raccontavamo anche rispetto a un'esperienza, quella del bosco di Corundoli, cui siamo molto legati.
.
Grazie alla mobilitazione dei movimenti ecologisti si è alzata l'attenzione sul provvedimento. Abbiamo incluso la questioni degli usi civici nella mobilitazione, e grazie alle pressione popolare sulla commissione parlamentare sono state ritirate tutte le modifiche che tanto sarebbero piaciute a TAP/SNAM.
.
Per questo siamo tornati col sorriso a proiettare "Le terre di tutti" in basso Molise. Con ancora più chiaro che solo la lotta paga.

Ps: ça va sans dire, la pressione sui deputati locali è stata possibile solo grazie al fatto che ce ne fossero. Una banalità che non sarebbe necessario esplicitare, se non fosse per un referendum che dimezzerebbe la possibilità di averne. Un motivo in più per cui se Emidio avesse la tessera elettorale, probabilmente voterebbe no.
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DI MONTAGNA IN MONTAGNA, LE LOTTE
.
Non abbiamo resistito: ci siamo visti, ebbene sì, ma solo tra congiunti. Abbiamo dovuto rimandare la #scuola ma una ventina di "Emidi" hanno attraversato per tre giorni la montagna del cratere, riprendendo i discorsi, i canti e i passi.
.
Ma non esiste approfondimento valido, per quanto radicale, senza le lotte. Non potevamo quindi non incrociare i compagni di marcia di Balia dal collare, venuti a raccontarci dell'ascia di guerra disseppellita sul Terminillo. Ancora progetti estrattivi per la montagna, ancora investimenti pubblici per turismo bianco di massa... sono fuori tempo massimo, e incontreranno sulla loro strada la determinazione di molte.
.
::: 12 e 13 SETTEMBRE / TERMINILLO NO TSM ::::
(Non potevano che esserci delle Emidie di mezzo)
.
#NOTSM #Terminillo #appennino
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::: "LA SCUOLA DI FORNARA", CRITICA, MONTAGNA E AUTOGESTIONE :::
.
Da tre anni siamo impegnati in una scuola che a fine estate ha portato nel cratere l'approccio radicale ai temi della montagna. In autogestione e con accesso popolare, la "Scuola" di Fornara è stata attraversata da decine e decine di giovani appassionate, abitanti, cuochi, accademici, documentariste etc. Ha tentato di coniugare la critica e l'approfondimento delle questioni legate alle aree interne declinandole su azioni concrete, presenti nel territorio attraversato. L'accademia e il pensiero critico hanno dovuto fare i conti con lo stato di cose presenti, e viceversa.
.
Quest'anno non sarebbe stato possibile realizzarla nei modi e nelle forme che ci siamo sempre date, per questo abbiamo preferito aspettare per capire se, come e quando riusciremo a dare vita alla Scuola#4.
.
Operazione nostalgia: se volete rivedere gli highlights della Scuola#3 di Ottobre scorso, godetevi il video
www.youtube.com/watch?v=h_oPOwqtZNY&feature=youtu.
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Ci sono le ragioni per lasciar perdere. Dalle sabbie (im)mobili, come dicono certi anziani seduti fuori casa nelle serate estive dei paesi, sono in tanti a non riuscire a uscirne. Senza un orizzonte, un obiettivo, diventa difficile mettere i passi uno dietro l'altro e procedere in avanti.
Oltre al dolore di chi quattro anni fa perse prima i suoi cari eppoi tutto il resto, c'è questo macigno che fatica a togliersi di dosso.
.
.
Ma le ragioni per lasciar perdere, non sono tante quante quelle per non lasciargliela vinta. Anche se si tratta di una estenuante resistenza a bassa intensità. Contro nemici mascherati da noi stessi, da vicini, da amici della montagna, da speculatori, da grosse multinazionali... anche in questo caso continuerà a valere la pena: tentare ancora una vita degna nei territori colpiti dal sisma del 2016-17. Anche per chi se n'è andato.
.
.
.
.
foto: Trisungo di Arquata del Tronto, agosto 2020
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2 mesi fa

Emidio di Treviri

Ricordare significa anche continuare a lottare

#arquataresiste #NoSnam #ribellidellamontagna #Terremoto
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Ormai a quattro anni da quel 24 agosto 2016, si può affermare convintamente che della "Ricostruzione", da queste parti, non se ne vede neanche l'ombra. In compenso i progetti di devastazione ambientale avanzano sulla dorsale appenninica, e nelle carte dei decreti, a ritmo inesorabile.
Arrabbiati ma determinati, ci mettiamo in cammino per parlarne insieme: ci vediamo sabato 22 agosto, nel territorio arquatano, sospeso tra i Sibillini e la Laga. In marcia!

#nohubdelgas #fuoridalfossile #ricostruzione #terremoto2016 #stopdevastazioni #arquata #appennino
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Proteggici e distruggili

#5Agosto #santemidio #basilico
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Parlano bene i SemInterrati!
(per non arrivare impreparati all'appuntamento di domani, ci sono sempre gli audio di Naviganti d'Appennino nel primo commento!)Comunicato in merito all’incontro Loacker e Coldiretti per il progetto nocciole Made in Italy

Non paghi di quello che già la Ferrero sta facendo e ha fatto in tutto il centro Italia, domani mercoledì 5 agosto presso l’Abbadia di Fiastra la Multinazionale Loacker e la Coldiretti Marche (che gli apre la porta e fa un inchino) ci spiegheranno il piano di sotto-sviluppo che hanno in mente per i nostri territori.
L’incontro, dal titolo “La Nocciola Nelle Marche – prospettive di sviluppo di un settore in continua evoluzione” scommettiamo che avrà il solo scopo di addolcire e camuffare quello che a parere di molti è un vero e proprio , "accaparramento di terre" da poter convertire alla corilicoltura, ovvero la monocoltura del nocciolo.
Come già la Ferrero sta facendo da diversi anni in particolar modo nel Lazio e nell’Umbria, e più recentemente anche da noi, il cosiddetto “Piano Italia” per la nocciola mira alla creazione di vaste aree (si parla di migliaia di ettari) piantumate a Nocciolo in modo da poter produrre in maniera uniforme e standardizzata le nocciole di cui hanno bisogno, soppiantando di fatto una diversità di produzioni ed andando in questo modo a convertire intere aree ad una coltura altamente inquinante per l'alto uso di pesticidi e diserbanti senza i quali non si riuscirebbe a raggiungere una produzione di tipo industriale.
La monocultura del nocciolo diventerà presto una piaga a livello ambientale e un altro modo per saccheggiare energie e risorse ad un territorio già provato da anni.
Il copione potrebbe essere sempre lo stesso: si propone ad agricoltori e allevatori, magari in difficoltà, di riconvertire le loro attività in corilicoltura. (monocoltura di nocciole), ovviamente in biologico, per usufruire degli incentivi europei. Però i noccioleti diventano produttivi solo dopo 5 anni e a quel punto, come l’esperienza della Turchia insegna, addio biologico e si passa a metodi tradizionali con danni che ambientalisti denunciano da tempo, appoggiandosi a studi internazionali. A rischio sarebbero ad esempio le falde acquifere per non parlare di un impoverimento del suolo. Ma oltre al danno la beffa, questi coltivatori si lasciano attrarre da contratti di produzione apparentemente vantaggiosi che li vincolano per ben 20 anni a questo tipo di monocoltura, e lasciano il loro futuro economico nella mani di una multinazionale che, forte del monopolio produttivo, in seguito sarà sempre nella condizione di forza, per fissare a suo piacimento i prezzi di acquisto del prodotto.

Come SemInterrati, insieme ad altre realtà di tutto il centro Italia (a febbraio si è tenuto un primo incontro anche qui nelle Marche a Tolentino, a cui hanno partecipato molte realtà del centro Italia, per cercare una linea comune di azione) stiamo portando avanti un coordinamento che punta a far capire quanto dannoso sarebbe per l'agricoltura delle nostre terre questo tipo di attività, e che impoverimento a lungo termine ci sarebbe.
Non possiamo permettere che qualsiasi signorotto del cibo arrivi e faccia i suoi comodi a scapito delle comunità e dei lavoratori agricoli, compromettendo di fatto territori che ancora mantengono (se pur rosicchiata ) una diversità di produzione che sono una ricchezza e un vantaggio, preservano il suolo e le piccole economie territoriali, anche in periodi di crisi dovuti a fattori non facilmente prevedibili.

Associazione SemInterrati

@Terra Fuori Mercato - Mercato contadino e dell'artigianato consapevole
@Comitato Quattro Strade
@Bio-distretto Della Via Amerina
Comunità Rurale Diffusa
Bolsena Lago d'Europa
@Osservatorio Lago Di Bolsena
La Porticella
@Progetto Nocciola Italia? No grazie
Mondeggi Bene Comune
@Pancho Villa
Genuino Clandestino
@Associazione Idea Bolsena
@Associazioni del Prato Magno
@Comunità di Resistenza Contadina Jerome Laronze
Mercato Brado

#ilnocciolodelproblem

foto: noccioleto Lago di Bolsena
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𝐁𝐄𝐍𝐈 𝐂𝐈𝐕𝐈𝐂𝐈 𝐒𝐎𝐓𝐓𝐎 𝐀𝐓𝐓𝐀𝐂𝐂𝐎!
( Ovvero ogni emergenza è buona )

🧹 Nel decreto Semplificazioni (D.L. 16 luglio 2020, n. 76) discusso alla Camera, i deputati della Repubblica hanno ritenuto urgente modificare alcune priorità degli istituti dei beni civici.

🌳 Tra queste quella di poter esprimere il proprio parere sul passaggio di un'infrastruttura nelle terre di propria pertinenza. A mo' di esempio la SNAM, ovvero la continuazione del metanodotto TAP da Lecce verso nord, lungo la faglia sismica appenninica, non dovrà ottenere il permesso della comunanza del bosco di Corundoli per proseguire il suo corso.

🎦 A Corundoli (Molise) gli abitanti lavoravano a un processo di riattivazione del bene civico condiviso, partito proprio dopo la visione del documentario "Le terre di tutti" di Emidio di Treviri e BRIGATE SOLIDARIETA' ATTIVA. Perché il materiale che produciamo serve se a disposizione di lotte ed esperienze alternative.

📢 Il Parlamento, con la scusa dell'emergenza, muove ad attaccare su più fronti (napolimonitor.it/italia-ad-alta-voracita-tutti-i-rischi-del-nuovo-decreto-semplificazioni/) paesaggio, ambiente e salute.
.
Siamo ancora in tempo per fermarli: aderiamo e facciamo girare l'appello dei movimenti. (www.facebook.com/Per-il-Clima-fuori-dal-Fossile-2845166969042514)
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3 mesi fa

Emidio di Treviri

Territori fragili a cui dar voce: in diretta da Fondazione Feltrinelli l'ultimo incontro di #atlantedeiterritori. ... See MoreSee Less

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Emidio di Treviri

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💚 All'inizio dell'estate di due anni fa, fummo ospitati a Bergamo a raccontare l'emergenza del terremoto dell'Appennino. Un'accoglienza calorosissima per il progetto di Emidio di Treviri, con cena e chiacchiere nella bellissima Kascina Autogestita Popolare Angelica "Cocca" Casile nel quartiere Monterosso.
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👩‍⚕ Ieri, nel bel mezzo di un'altra violenta emergenza -quella del COVID19- che la comunità bergamasca ha scontato e continua a scontare in prima persona, l'amministrazione del Partito Democratico Bergamo ha ben pensato fosse prioritario sgomberare l'esperienza sociale della Kascina, colpevole di ospitare umanità, autogestione e prestare le proprie forze e ascolto a chi ne avesse -come noi in quel momento- bisogno.
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✊ Siamo sempre vicini a chi perde il tetto sopra la propria testa, ma con uno slancio in più per gli amiche bergamaschi.
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::: SAREBBE STATO IMPOSSIBILE :::
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🦠 Le condizioni generali della salute pubblica non ci permettevano di convocare una #ꜱᴄᴜᴏʟᴀ simile a quelle che avevamo vissuto negli anni precedenti, e abbiamo scelto di non farla.
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👥 Non avremmo potuto convocare le assemblee pubbliche di lotta che sostanziano le teorie #radicali; non avremmo potuto organizzare le feste e i momenti di convivialità che danno senso alle slide che parlano di #comunità; non avremmo potuto solcare in sicurezza le relazioni col tessuto locale che concretizzano l'approccio col #territorio.
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🔥 Ma per i progetti attivi, per l'urgenza di trovarsi intorno alle questioni concrete, non abbiamo potuto resistere al richiamo delle montagne del cratere a fine estate. Ci siamo visti per le poche relazioni necessarie a dirci che nonostante tutto ci siamo ancora. Momenti per darsi reciproca forza con gli altri impegnati a non abbandonare questi posti, nonostante il passare degli anni.
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🐏 La #ꜱᴄᴜᴏʟᴀ di EdT quest'anno non c'è stata, ma sarebbe stato impossibile far saltare gli incontri tra noi, le passeggiate, il cinema di montagna nelle frazioni quasi abbandonate, le camminate, la cultura orale tradizionale, le nuove idee a lavoro... per renderle ancora più possibili da domani!

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Il decreto Semplificazioni, tra le tante sciagure che introduceva, ospitava anche un tentativo della "lobby dei gasdotti" di scavalcare gli usi civici.
Piccole modifiche alla legge che avrebbero compromesso la possibilità per le comunità di opporsi agli attraversamenti sui propri territori. Ne raccontavamo anche rispetto a un'esperienza, quella del bosco di Corundoli, cui siamo molto legati.
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Grazie alla mobilitazione dei movimenti ecologisti si è alzata l'attenzione sul provvedimento. Abbiamo incluso la questioni degli usi civici nella mobilitazione, e grazie alle pressione popolare sulla commissione parlamentare sono state ritirate tutte le modifiche che tanto sarebbero piaciute a TAP/SNAM.
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Per questo siamo tornati col sorriso a proiettare "Le terre di tutti" in basso Molise. Con ancora più chiaro che solo la lotta paga.

Ps: ça va sans dire, la pressione sui deputati locali è stata possibile solo grazie al fatto che ce ne fossero. Una banalità che non sarebbe necessario esplicitare, se non fosse per un referendum che dimezzerebbe la possibilità di averne. Un motivo in più per cui se Emidio avesse la tessera elettorale, probabilmente voterebbe no.
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Non abbiamo resistito: ci siamo visti, ebbene sì, ma solo tra congiunti. Abbiamo dovuto rimandare la #scuola ma una ventina di "Emidi" hanno attraversato per tre giorni la montagna del cratere, riprendendo i discorsi, i canti e i passi.
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Ma non esiste approfondimento valido, per quanto radicale, senza le lotte. Non potevamo quindi non incrociare i compagni di marcia di Balia dal collare, venuti a raccontarci dell'ascia di guerra disseppellita sul Terminillo. Ancora progetti estrattivi per la montagna, ancora investimenti pubblici per turismo bianco di massa... sono fuori tempo massimo, e incontreranno sulla loro strada la determinazione di molte.
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Da tre anni siamo impegnati in una scuola che a fine estate ha portato nel cratere l'approccio radicale ai temi della montagna. In autogestione e con accesso popolare, la "Scuola" di Fornara è stata attraversata da decine e decine di giovani appassionate, abitanti, cuochi, accademici, documentariste etc. Ha tentato di coniugare la critica e l'approfondimento delle questioni legate alle aree interne declinandole su azioni concrete, presenti nel territorio attraversato. L'accademia e il pensiero critico hanno dovuto fare i conti con lo stato di cose presenti, e viceversa.
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Quest'anno non sarebbe stato possibile realizzarla nei modi e nelle forme che ci siamo sempre date, per questo abbiamo preferito aspettare per capire se, come e quando riusciremo a dare vita alla Scuola#4.
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Oltre al dolore di chi quattro anni fa perse prima i suoi cari eppoi tutto il resto, c'è questo macigno che fatica a togliersi di dosso.
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Ma le ragioni per lasciar perdere, non sono tante quante quelle per non lasciargliela vinta. Anche se si tratta di una estenuante resistenza a bassa intensità. Contro nemici mascherati da noi stessi, da vicini, da amici della montagna, da speculatori, da grosse multinazionali... anche in questo caso continuerà a valere la pena: tentare ancora una vita degna nei territori colpiti dal sisma del 2016-17. Anche per chi se n'è andato.
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Arrabbiati ma determinati, ci mettiamo in cammino per parlarne insieme: ci vediamo sabato 22 agosto, nel territorio arquatano, sospeso tra i Sibillini e la Laga. In marcia!

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Non paghi di quello che già la Ferrero sta facendo e ha fatto in tutto il centro Italia, domani mercoledì 5 agosto presso l’Abbadia di Fiastra la Multinazionale Loacker e la Coldiretti Marche (che gli apre la porta e fa un inchino) ci spiegheranno il piano di sotto-sviluppo che hanno in mente per i nostri territori.
L’incontro, dal titolo “La Nocciola Nelle Marche – prospettive di sviluppo di un settore in continua evoluzione” scommettiamo che avrà il solo scopo di addolcire e camuffare quello che a parere di molti è un vero e proprio , "accaparramento di terre" da poter convertire alla corilicoltura, ovvero la monocoltura del nocciolo.
Come già la Ferrero sta facendo da diversi anni in particolar modo nel Lazio e nell’Umbria, e più recentemente anche da noi, il cosiddetto “Piano Italia” per la nocciola mira alla creazione di vaste aree (si parla di migliaia di ettari) piantumate a Nocciolo in modo da poter produrre in maniera uniforme e standardizzata le nocciole di cui hanno bisogno, soppiantando di fatto una diversità di produzioni ed andando in questo modo a convertire intere aree ad una coltura altamente inquinante per l'alto uso di pesticidi e diserbanti senza i quali non si riuscirebbe a raggiungere una produzione di tipo industriale.
La monocultura del nocciolo diventerà presto una piaga a livello ambientale e un altro modo per saccheggiare energie e risorse ad un territorio già provato da anni.
Il copione potrebbe essere sempre lo stesso: si propone ad agricoltori e allevatori, magari in difficoltà, di riconvertire le loro attività in corilicoltura. (monocoltura di nocciole), ovviamente in biologico, per usufruire degli incentivi europei. Però i noccioleti diventano produttivi solo dopo 5 anni e a quel punto, come l’esperienza della Turchia insegna, addio biologico e si passa a metodi tradizionali con danni che ambientalisti denunciano da tempo, appoggiandosi a studi internazionali. A rischio sarebbero ad esempio le falde acquifere per non parlare di un impoverimento del suolo. Ma oltre al danno la beffa, questi coltivatori si lasciano attrarre da contratti di produzione apparentemente vantaggiosi che li vincolano per ben 20 anni a questo tipo di monocoltura, e lasciano il loro futuro economico nella mani di una multinazionale che, forte del monopolio produttivo, in seguito sarà sempre nella condizione di forza, per fissare a suo piacimento i prezzi di acquisto del prodotto.

Come SemInterrati, insieme ad altre realtà di tutto il centro Italia (a febbraio si è tenuto un primo incontro anche qui nelle Marche a Tolentino, a cui hanno partecipato molte realtà del centro Italia, per cercare una linea comune di azione) stiamo portando avanti un coordinamento che punta a far capire quanto dannoso sarebbe per l'agricoltura delle nostre terre questo tipo di attività, e che impoverimento a lungo termine ci sarebbe.
Non possiamo permettere che qualsiasi signorotto del cibo arrivi e faccia i suoi comodi a scapito delle comunità e dei lavoratori agricoli, compromettendo di fatto territori che ancora mantengono (se pur rosicchiata ) una diversità di produzione che sono una ricchezza e un vantaggio, preservano il suolo e le piccole economie territoriali, anche in periodi di crisi dovuti a fattori non facilmente prevedibili.

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🌳 Tra queste quella di poter esprimere il proprio parere sul passaggio di un'infrastruttura nelle terre di propria pertinenza. A mo' di esempio la SNAM, ovvero la continuazione del metanodotto TAP da Lecce verso nord, lungo la faglia sismica appenninica, non dovrà ottenere il permesso della comunanza del bosco di Corundoli per proseguire il suo corso.

🎦 A Corundoli (Molise) gli abitanti lavoravano a un processo di riattivazione del bene civico condiviso, partito proprio dopo la visione del documentario "Le terre di tutti" di Emidio di Treviri e BRIGATE SOLIDARIETA' ATTIVA. Perché il materiale che produciamo serve se a disposizione di lotte ed esperienze alternative.

📢 Il Parlamento, con la scusa dell'emergenza, muove ad attaccare su più fronti (napolimonitor.it/italia-ad-alta-voracita-tutti-i-rischi-del-nuovo-decreto-semplificazioni/) paesaggio, ambiente e salute.
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