1 giorno fa

Emidio di Treviri

::: IRPINIA, RICORRENZE E LA POSIZIONE NEI RICORDI :::
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💼 Negli anniversari ci siamo abituate a sentire il crepitio delle scarpe buone sui piazzali dei cantieri da inaugurare, il fiato strozzato lungo le salite dei paesi abbandonati, il vuoto delle loro mancate scuse, l'eco delle responsabilità piombate in fondo ai ricordi.
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🐊 Lacrime di coccodrillo versate nelle ricorrenze delle tragedie. Sempre le stesse, versate sulle fasce tricolori, sui loro "andrà tutto bene", sulle loro belle foto con il nastro tagliato, il cartello e l'Appennino dietro.
Abbiamo imparato a riconoscerli in questi 4 anni di cratere, dopo 40 anni saranno ormai parte della storia.
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✍️ Sì, ma di quale? Perchè se c'è un'arma che resta in mano a "chi aveva ragione" è continuare a raccontare l'altra storia, quella dei vinti.
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Tra i tanti materiali interessanti di questi giorni, vi suggeriamo l'audiodocumentario di TRE SOLDI Radiotre 'La Terra Ballerina', anticipato ieri dall'intervista al -nostro- Gabriele Moscaritolo, autore di Memorie dal cratere. Storia sociale del terremoto in Irpinia

👉🏼 www.raiplayradio.it/audio/2020/11/Zaz195160---Memorie-dal-cratere-cdb6b2cb-aeb5-49fa-8de5-ba42a24...
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1 settimana fa

Emidio di Treviri

📙 Senza che il presidenteFrancesco Acquarolii se ne accorgesse, le Marche sono entrate in zona arancione. Così nel cratere solo l'Amatriciano continua ad essere -per ora- in zona gialla; per tutti gli altri scatta l'obbligo di rimanere a casa (avercela!), muoversi solo per necessità (fin troppe!), decurtare ancora le occasioni per vivere una vita normale (già poche anche prima).

📉 Ma se il modo per aiutare il sistema sanitario a piegare la curva dei contagi è limitare i contatti diretti, e volete riprendere fiato tra un sentiero e l'altro, vi proponiamo un'alternativa per questi lunghi pomeriggi autunnali.

📖 Rivista Malamentente (malamente.info) contiene nell'ultimo numero la doppia intervista "Il marchingegno si è rotto" con alcune importanti riflessioni Michele Serafiniini sul futuro dell'Appennino rurale. L'articolo vola via veloce, ma poi vi restano tantissime pagine per conoscere, da una angolatura diversa, "questa splendida regione".
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4 settimane fa

Emidio di Treviri

::: 30/10/2016 - 30/10/2020 :::

“Io l’ho vista scendere giù da casa, quella signora, con l’album delle fotografie del matrimonio. M’ha detto: tutto il resto – i panni, le maglie, le mutande – me lo ridanno, questo no”
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Quattro anni fa, in questi giorni, fu da subito chiaro a tutti che nulla sarebbe più tornato come era prima.
Le scosse del 26 ottobre, con epicentro dove sorge il fiume Nera, più a nord delle prime di agosto, avevano già spinto alcuni ad allontanarsi. Quelle del 30 ottobre, distruttive per Norcia e per molti altri borghi delle province di Macerata e Perugia, allargano il cratere ad altre decine di migliaia di persone.
La priorità, in un primo momento, fu mettere tutto e tutti in sicurezza; hanno dimenticato che poi sarebbe stato altrettanto essenziale consentire alla popolazione di tornare sul territorio appena possibile. I ritardi nella consegna delle SAE e le politiche abitative dell’emergenza hanno invece facilitato la dispersione e il definitivo trasferimento di molti altrove. E compromesso la ricostruzione. A Visso fra qualche mese dovrebbe inaugurare la "piazza provvisoria". Dopo quattro anni.
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Come si porta avanti il ricordo di un terremoto che non ha fatto vittime?
Oggi, a mente fredda e cuore ruvido, camminiamo al fianco della gente sui territori, di chi ha deciso di restare. Osserviamo la difficoltà di abitare e vivere la socialità in strutture emergenziali e temporanee, in cui a distanza di quattro anni stentano a svilupparsi forme di vita “comunitarie”. Facciamo nostra la condizione di “tempo sospeso”, in cui i progetti di vita vanno accantonati, congelati, perché i tempi sulla ricostruzione sono incerti e il futuro da queste parti non è stato mai così lontano.
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❗️ In questi giorni il Parlamento Europeo discute della riforma della Politica Agricola Comunitaria (CAP). Gli esiti delle prime votazioni svelano la maschera #green dei governi europei. Parlano di New Green Deal, ma nei fatti votano riforme che minano qualunque possibilità di transizione verso un futuro più attento ad ambiente e biodiversità.
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🚜 Della PAC - e delle sue profonde distorsioni - abbiamo a lungo parlato. Dopo il terremoto capimmo quanto quel meccanismo, all'interno di un processo di accelerazione causato dagli eventi sismici, avrebbe aggravato la forbice tra le grandi aziende agricole a discapito dei piccoli e medi agricoltori.
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🌳 Oggi vi riproponiamo l'intervento, realizzato durantNaviganti d'Appenninono, di Franco Ferroni appartenente alla Coalizione #CambiamoAgricoltura. Una lucida analisi sulle storture del dispositivo e alcune proposte concrete per una seria riforma della PAC.
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#VoteThisCAPdown
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👇Nel primo commento il link a tutti gli interventi all'interno di Naviganti d'Appennino.
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Emidio di Treviri in versione giovanilista, sbarca anche su instagram. Seguiteci anche su quel sentiero.

www.instagram.com/emidio_di_treviri/
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💚 All'inizio dell'estate di due anni fa, fummo ospitati a Bergamo a raccontare l'emergenza del terremoto dell'Appennino. Un'accoglienza calorosissima per il progetto di Emidio di Treviri, con cena e chiacchiere nella bellissima Kascina Autogestita Popolare Angelica "Cocca" Casile nel quartiere Monterosso.
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👩‍⚕ Ieri, nel bel mezzo di un'altra violenta emergenza -quella del COVID19- che la comunità bergamasca ha scontato e continua a scontare in prima persona, l'amministrazione del Partito Democratico Bergamo ha ben pensato fosse prioritario sgomberare l'esperienza sociale della Kascina, colpevole di ospitare umanità, autogestione e prestare le proprie forze e ascolto a chi ne avesse -come noi in quel momento- bisogno.
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✊ Siamo sempre vicini a chi perde il tetto sopra la propria testa, ma con uno slancio in più per gli amiche bergamaschi.
Seguite gli aggiornamento su Radio Onda d'Urto, lunga vita a chi lotta!
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EMIDIO 💚 KASCINA
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::: SAREBBE STATO IMPOSSIBILE :::
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🦠 Le condizioni generali della salute pubblica non ci permettevano di convocare una #ꜱᴄᴜᴏʟᴀ simile a quelle che avevamo vissuto negli anni precedenti, e abbiamo scelto di non farla.
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👥 Non avremmo potuto convocare le assemblee pubbliche di lotta che sostanziano le teorie #radicali; non avremmo potuto organizzare le feste e i momenti di convivialità che danno senso alle slide che parlano di #comunità; non avremmo potuto solcare in sicurezza le relazioni col tessuto locale che concretizzano l'approccio col #territorio.
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🔥 Ma per i progetti attivi, per l'urgenza di trovarsi intorno alle questioni concrete, non abbiamo potuto resistere al richiamo delle montagne del cratere a fine estate. Ci siamo visti per le poche relazioni necessarie a dirci che nonostante tutto ci siamo ancora. Momenti per darsi reciproca forza con gli altri impegnati a non abbandonare questi posti, nonostante il passare degli anni.
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🐏 La #ꜱᴄᴜᴏʟᴀ di EdT quest'anno non c'è stata, ma sarebbe stato impossibile far saltare gli incontri tra noi, le passeggiate, il cinema di montagna nelle frazioni quasi abbandonate, le camminate, la cultura orale tradizionale, le nuove idee a lavoro... per renderle ancora più possibili da domani!

👇 le foto dell'adunanza #6 di Settembre 2020
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FERMATO L'ASSALTO AI DOMINI COLLETTIVI

Il decreto Semplificazioni, tra le tante sciagure che introduceva, ospitava anche un tentativo della "lobby dei gasdotti" di scavalcare gli usi civici.
Piccole modifiche alla legge che avrebbero compromesso la possibilità per le comunità di opporsi agli attraversamenti sui propri territori. Ne raccontavamo anche rispetto a un'esperienza, quella del bosco di Corundoli, cui siamo molto legati.
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Grazie alla mobilitazione dei movimenti ecologisti si è alzata l'attenzione sul provvedimento. Abbiamo incluso la questioni degli usi civici nella mobilitazione, e grazie alle pressione popolare sulla commissione parlamentare sono state ritirate tutte le modifiche che tanto sarebbero piaciute a TAP/SNAM.
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Per questo siamo tornati col sorriso a proiettare "Le terre di tutti" in basso Molise. Con ancora più chiaro che solo la lotta paga.

Ps: ça va sans dire, la pressione sui deputati locali è stata possibile solo grazie al fatto che ce ne fossero. Una banalità che non sarebbe necessario esplicitare, se non fosse per un referendum che dimezzerebbe la possibilità di averne. Un motivo in più per cui se Emidio avesse la tessera elettorale, probabilmente voterebbe no.
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DI MONTAGNA IN MONTAGNA, LE LOTTE
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Non abbiamo resistito: ci siamo visti, ebbene sì, ma solo tra congiunti. Abbiamo dovuto rimandare la #scuola ma una ventina di "Emidi" hanno attraversato per tre giorni la montagna del cratere, riprendendo i discorsi, i canti e i passi.
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Ma non esiste approfondimento valido, per quanto radicale, senza le lotte. Non potevamo quindi non incrociare i compagni di marcia di Balia dal collare, venuti a raccontarci dell'ascia di guerra disseppellita sul Terminillo. Ancora progetti estrattivi per la montagna, ancora investimenti pubblici per turismo bianco di massa... sono fuori tempo massimo, e incontreranno sulla loro strada la determinazione di molte.
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::: 12 e 13 SETTEMBRE / TERMINILLO NO TSM ::::
(Non potevano che esserci delle Emidie di mezzo)
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#NOTSM #Terminillo #appennino
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::: "LA SCUOLA DI FORNARA", CRITICA, MONTAGNA E AUTOGESTIONE :::
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Da tre anni siamo impegnati in una scuola che a fine estate ha portato nel cratere l'approccio radicale ai temi della montagna. In autogestione e con accesso popolare, la "Scuola" di Fornara è stata attraversata da decine e decine di giovani appassionate, abitanti, cuochi, accademici, documentariste etc. Ha tentato di coniugare la critica e l'approfondimento delle questioni legate alle aree interne declinandole su azioni concrete, presenti nel territorio attraversato. L'accademia e il pensiero critico hanno dovuto fare i conti con lo stato di cose presenti, e viceversa.
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Quest'anno non sarebbe stato possibile realizzarla nei modi e nelle forme che ci siamo sempre date, per questo abbiamo preferito aspettare per capire se, come e quando riusciremo a dare vita alla Scuola#4.
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Operazione nostalgia: se volete rivedere gli highlights della Scuola#3 di Ottobre scorso, godetevi il video
www.youtube.com/watch?v=h_oPOwqtZNY&feature=youtu.
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Ci sono le ragioni per lasciar perdere. Dalle sabbie (im)mobili, come dicono certi anziani seduti fuori casa nelle serate estive dei paesi, sono in tanti a non riuscire a uscirne. Senza un orizzonte, un obiettivo, diventa difficile mettere i passi uno dietro l'altro e procedere in avanti.
Oltre al dolore di chi quattro anni fa perse prima i suoi cari eppoi tutto il resto, c'è questo macigno che fatica a togliersi di dosso.
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Ma le ragioni per lasciar perdere, non sono tante quante quelle per non lasciargliela vinta. Anche se si tratta di una estenuante resistenza a bassa intensità. Contro nemici mascherati da noi stessi, da vicini, da amici della montagna, da speculatori, da grosse multinazionali... anche in questo caso continuerà a valere la pena: tentare ancora una vita degna nei territori colpiti dal sisma del 2016-17. Anche per chi se n'è andato.
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foto: Trisungo di Arquata del Tronto, agosto 2020
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3 mesi fa

Emidio di Treviri

Ricordare significa anche continuare a lottare

#arquataresiste #NoSnam #ribellidellamontagna #terremoto
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Ormai a quattro anni da quel 24 agosto 2016, si può affermare convintamente che della "Ricostruzione", da queste parti, non se ne vede neanche l'ombra. In compenso i progetti di devastazione ambientale avanzano sulla dorsale appenninica, e nelle carte dei decreti, a ritmo inesorabile.
Arrabbiati ma determinati, ci mettiamo in cammino per parlarne insieme: ci vediamo sabato 22 agosto, nel territorio arquatano, sospeso tra i Sibillini e la Laga. In marcia!

#nohubdelgas #fuoridalfossile #ricostruzione #terremoto2016 #stopdevastazioni #arquata #appennino
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