CROWDFUNDING 2018-05-06T15:07:19+00:00

 

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PERCHÉ ADESSO

 
Dopo diciotto mesi trascorsi dalla prima scossa che nell’agosto 2016 ha colpito i territori dell’Appennino centrale, superata l’onda mediatica che ha attirato i riflettori su queste aree nei mesi immediatamente successivi ai sismi, la situazione è tuttora estremamente grave.

Questi territori, già abbandonati dalle istituzioni, fiaccati nella tenacia da epocali fenomeni di spopolamento e impoverimento, hanno subito – oltre alla distruzione fisica dei luoghi – anche gli effetti drammatici delle scelte politiche calate dall’alto all’indomani degli eventi distruttivi.

Sul fronte del Sisma. Un’inchiesta militante sul post-terremoto dell’Appennino centrale 
parla proprio di questo. 

Dopo quasi due anni di presenza costante sul territorio a fianco dei terremotati , in un lavoro cominciato insieme alle Brigate di Solidarietà Attiva e agli altri gruppi impegnati nella prima solidarietà, il gruppo di ricerca pubblica Emidio di Treviri dà alle stampe il suo primo libro. Un lavoro collettivo, frutto dell’impegno di ricercatori, professionisti e accademici che hanno messo le proprie competenze a disposizione della comprensione di quanto stava e sta tuttora accadendo, con l’obiettivo di generare una conoscenza utile per resistere ai processi subiti.

A partire dai primi aiuti alle popolazioni colpite, raggiungendo quelle piccole frazioni che più duramente hanno subito gli effetti dei terremoti e ben lontane dai soccorsi messi in atto dalla “macchina” della Protezione Civile, la decisione di iniziare un percorso di ricerca per approfondire quello che già stavamo toccando con mano, è stata una conseguenza naturale.

L’idea che gli effetti delle decisioni prese nel dopo-terremoto stessero aumentando i processi di allontanamento dalle aree interne dell’Appennino non poteva lasciarci indifferenti. Non si può pensare ad una ricostruzione di questi territori se non si invertono i processi calati dall’altro, se non si ricostruisce un rapporto di equilibrio tra l’uomo e il territorio in cui vive. Per farlo è necessario, prima di tutto, conoscerli. Per questa ragione, l’obiettivo principale del nostro progetto, è rappresentato dalla divulgazione di quanto appreso in questi mesi per raggiungere una più ampia diffusione della ricerca tra chi questo dramma l’ha vissuto.
 

COSA PUOI FARE?

 
Il lavoro di Emidio di Treviri condotto sinora è stato completamente autofinanziato; quasi due anni di intenso lavoro e confronto con chi stava vivendo sulla propria pelle il post-terremoto, oltre a quello dell’evento disastroso che li aveva già duramente colpiti.

A questo punto del percorso, abbiamo deciso di avviare una campagna di finanziamento dal basso. Il tuo contributo, piccolo o grande che sia, ci permetterà di proseguire con la divulgazione del nostro progetto , rendendo sempre più partecipe la popolazione colpita delle analisi effettuate e poter affiancare le loro rivendicazioni.

 

COSA SIGNIFICA CONCRETAMENTE?

 
Significa che grazie al sostegno economico che riusciremo a raccogliere, saremo capaci di mettere in piedi una campagna volta alla diffusione della ricerca. Dare le gambe alle parole dei terremotati attraverso la costruzione di momenti pubblici, restituzioni, creazione e distribuzione di materiale informativo, costruzione di percorsi di progettazione, affiancamento nei processi della ricostruzione, etc.

La diffusione interna al cratere, e quindi la restituzione e il lavoro con gli abitanti delle aree terremotate, è la dimensione maggiormente caratterizzante e più strettamente fondante dell’aspetto pubblico del nostro progetto di ricerca.

La continuità della nostra presenza in queste aree e l’idea che la ricerca da noi condotta avesse bisogno di un confronto continuo con il territorio, ci ha impegnati in una costante diffusione dei risultati ottenuti in fieri attraverso incontri con la popolazione, summer school e mostre fotografiche. Anche la pubblicazione di Basilico , un giornale autoprodotto con le sintesi dei lavori in corso, al fine di favorirne la circolazione nelle aree colpite dai terremoti, ha funzionato per veicolare contenuti che richiedevano una condivisione immediata per innescare percorsi di rivendicazione.

Con la pubblicazione di Sul fronte del sisma l’obiettivo di condivisione dei risultati del progetto assume una crescente importanza, in un contesto di azione partecipativa che coinvolga la popolazione delle aree terremotate in quanto soggetto protagonista .
 

Cosa puoi fare tu?

Ci rivolgiamo a:

Singoli individui, Dipartimenti, Centri di ricerca, Centri sociali,
Associazioni, amici e parenti, Cani e gatti

e a chiunque altro voglia sostenere il nostro progetto.

Facendo una donazione, potrai scegliere se ricevere una borsa maglietta con il logo di Emidio di Treviri,
una copia del libro Sul fronte del sisma (disponibile da maggio 2018), o il poster di una tavola creata dal fumettista genovese Emanuele Giacopetti per Emidio di Treviri.