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SCUOLA 2018-10-21T19:17:55+00:00

CHIAMATA DAL BASSO

AUTORGANIZZAZIONE PER LA PRODUZIONE DI CONOSCENZA CRITICA

Il progetto di ricerca “Emidio di Treviri” nasce nel dicembre 2016 da una Call for Research lanciata grazie alle Brigate di Solidarietà Attiva, un’associazione ispirata alle società di mutuo soccorso proletario di inizio Novecento, che interviene in contesti d’emergenza promuovendo solidarietà dal basso e autogestione. Molti dottorandi, ricercatori, professionisti e accademici hanno aderito all’appello dando vita a un’esperienza di ricerca collettiva e autogestita capace di produrre conoscenza critica dal basso. Scienziati sociali, architetti, psicologi, urbanisti, antropologi, ingegneri, giuslavoristi etc. si sono impegnati a coordinarsi in maniera orizzontale per costruire un’inchiesta sociale sul post-sisma del Centro Italia che ha colpito quattro regioni durante tre momenti intensi (agosto 2016; ottobre 2016; gennaio 2017).

6 RESEARCH NETWORK

La ricerca verte su sei fronti principali, su cui si distribuiscono i gruppi di lavoro (RN) che investigano focus specifici con il fine ultimo di ricostruire un quadro il più possibile generale rispetto alle criticità emerse nel gestione di Governo e Protezione Civile, sia nella fase emergenziale che in quella di pianificazione della ricostruzione. Il gruppo, sia nell’intero progetto che nelle sue declinazioni, si rende da subito disponibile per presentazioni, momenti di approfondimento e confronto, dibattiti etc. per rilanciare un ruolo attivo e condiviso della ricerca con la popolazione terremotata (è sufficiente fare riferimento alla nostra pagina contatti).

IL LOGO

Abbiamo scelto come nome del gruppo di ricerca quello di Emidio d’Ascoli, martire cristiano venerato in particolar modo nell’area dell’appennino centro-italiano, come protettore dei terremoti.
Perseguitato dai romani e amato dai più deboli della società picena, la leggenda vuole che dal sangue della sua decapitazione sia nata una pianta di basilico mai appassita. Gli ascolani, di cui è patrono, gli sono devoti anche per il terremoto del 1944, quando durante i rastrellamenti tedeschi contro le bande partigiane sul Colle San Marco, un sisma paralizzò l’offensiva dei nazifascisti che, non conoscendo il fenomeno naturale, pensarono a un bombardamento alleato in realtà mai avvenuto. I partigiani poterono così approfittare del momento per guadagnare il fianco della montagna e svincolarsi dalla manovra a tenaglia. Abbiamo preferito attribuirgli la sua località d’origine, Treviri, piuttosto che quella di santificazione. La stessa che, qualche secolo più tardi, diede i natali a un grande scienziato e filosofo cui siamo ugualmente affezionati.

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