6 giorni fa

Emidio di Treviri

Ad agosto 2016 i ragazzi e le ragazze del Campetto occupato erano operativi da subito per i terremotati, con una solidarietà popolare spontanea e senza bandiere. Mai ostentata, come le tante attività cui non hanno smesso di dare vita nel quartiere, nella città e per il territorio teramano vessato da disastri, inquinatori e malgoverno.
.
Ora il sindaco (svegliatosi leghista) li vorrebbe sgomberare, cacciandoli dal campetto che hanno riqualificato dopo decenni di abbandono... Seguite le loro pagine, che è solo l'inizio!
.
Solidarietà!
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1 settimana fa

Emidio di Treviri

::: SULLE TRACCE DELL'APPENNINO CHE CAMBIA :::

💥PRESTO FUORI!💥 In uscita il nuovo libro sulle conseguenze del terremoto dell'Appennino Centrale.
:
Un lungo cammino cominciato in tempi non sospetti, ci ha chiamato a non abbandonare la strada della conoscenza sul post-terremoto. L'abbiamo perseguita con lo stesso principio di sempre: autonomia e indipendenza. Abbiamo costruito la rete che ci ha permesso di mandare avanti il progetto con i soggetti impegnati sul territorio, dalle molte resistenze che non indietreggiano su queste montagne.
:
E' nato così il premio dedicato a Massimo Dell'Orso per la tesi sull'Appennino che cambia e l'archivio che conterrà i lavori scientifici dei partecipanti nella loro interezza. Un archivio di libera consultazione perchè non venga disperso il materiale su un processo che ha ferito più del sisma queste zone di Appennino.
:
I migliori lavori sono confluiti in un volume che stiamo dando alle stampe, con la casa editrice Il Bene Comune e che sarà distribuito nel cratere a prezzo politico. Una cornice nella quale hanno trovato posto gli estratti dei molti lavori arrivati e a cui hanno collaborato oltre 50 ricercatrici/ori.
:
Un'opera realizzata con il contributo dell'Istituto Storico di Macerata e il corso di Sociologia Unicam, la famiglia di Massimo Dell'Orso.
:
Un percorso supportato da Parco Nazionale dei Monti Sibillini, Brigate di Solidarietà Attiva - Terremoto Centro Italia, Terre in Moto Marche, CASA Cosa Accade Se Abitiamo - Frontignano, Ussita, Ecomuseo del MonteCeresa
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2 settimane fa

Emidio di Treviri

Dal 1 al 4 settembre 2021
.
⋆⋆★ SCUOLA FORNARA #5 ★⋆⋆
adunate i branchi
.
.
✹ ecologie ✹ seminari ✹ montagne ✹ workshop ✹ camminate ✹ cultura tradizionale ✹ feste ✹ critica radicale ✹ posterremoto ✹ autogestione
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Ancora news sullo "spirito delle comunanze" 🙂

🎬 E' uscito un articolo di @Antonio Secondo per la La Terra Trema sul nostro film "Le terre di Tutti" diretto da @Ferdinando Amato e @Marilin Mantineo, che potete ancora guardare su OpenDDB (Distribuzioni dal Basso)

🌲 Nasce nel Bosco di Mambrica un progetto che cammina sulle gambe di Michele e altri coraggiose che hanno recuperato un rifugio abbandonato per la cura del bosco e per tornare a "raccontare [anche] delle esperienze positive delle comunanze agrarie". Ospitalità "al di là delle grandi strategie per le aree interne che riguardano principalmente un turismo elitario."

🎯 Tra le progettualità nate dalla destituenza di Emidio di Treviri continua quella di inComunanza, la ricerca di mappatura e riattivazione dei beni collettivi della montagna picena. In collaborazione con l'Ecomuseo del MonteCeresa nasce una borsa di ricerca per un giovane disoccupato sul tema delle comunanze!

📑 All'interno del convegno di Aree Fragili 2021 sono previsti due momenti di approfondimento sul tema della comunanze con alcuni affezionatissimi di Emidio di Treviri: venerdì 19/marzo alle 16 e sabato alle 9 (online)

partecipate, leggete e continuate a cospirare in comunanza!
⬇ Tutte le info nei commenti ⬇
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Da Stefano, alcuni di noi, ci prendevano il pane, durante qualche giornata sul Vettore o tornando da Roma... e "chi se lo sarebbe immaginato". Elena l'abbiamo conosciuta quando è arrivata dal mare e poi non se n'è più andata.
:
💕 L'abbiamo rivisti nei film (su tutti Appennino, di Emiliano Dante), nelle trasmissioni, nei reportage.. una bella storia-bandiera che però non ha mai perso di vista le ragioni 'che stavano sotto'. Si trattava di emergere, talvolta, ma sempre a nome di un mondo con cui non recidere le radici. Sempre senza perdere gli obiettivi più alti per cui talvolta si è disposti a rimettere in discussione tutto.
:
🏞 Stavolta chiedono un piccolo aiuto non certo per un ritorno personale ma per consolidare la loro idea di turismo accessibile alle persone diversamente abili sulle nostre montagne. Come Emidio di Treviri, abbiamo deciso di passare a loro una parte della nostra cassa, perché coviamo la fiducia che chi ha sostenuto noi abbia voluto sostenere tutte le realtà come quella del Rifugio Mezzi Litri nel disastrato comune di Arquata del Tronto sul Monte Vettore
:
✅ Se avete voglia sostenete la campagna, e correte la voce: nel primo commento il link

(Foto di Sara - Va' Sentiero)
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Su Lo Scarpone - Dicembre 2020, la rivista ufficiale del CAI - Club Alpino Italiano, è ospitato un bell'articolo di Martina Nasso sul senso dei domini collettivi oggi. Un approfondimento sulle Comunanze d'Appennino e il ruolo che possono tornare a svolgere per il futuro -sostenibile- di queste terre.

...e se siete in ritardo con un regalo dell'ultimo minuto, approfittate per regalare "Le Terre di Tutti" ancora in distribuzione su OpenDDB (Distribuzioni dal Basso) www.openddb.it/film/le-terre-di-tutti
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4 mesi fa

Emidio di Treviri

Marta era passata alla seconda scuola, nel 2018, ad ascoltare l'incontro ospitato nel container della Comunanza di Forca e la cena coi pastori. Quest'anno la aspettavamo per la quarta edizione.
.
Quando la chiamammo per dirle che, rimandando l'appuntamento causa pandemia, avremmo dovuto rinunciare ad ascoltare la sua bellissima ricerca sulle donne nella pastorizia storica d'Appennino, lei rise assertivamente. Ci rispose che l'avremmo fatta più bella l'anno dopo, almeno si poteva ballare.
.
Sapere che purtroppo non ci sarà ci fa stringere il cuore.
.
Pensare a quanto se ne va di lei, con lei, fa sembrare più aride queste montagne battute dai venti gelidi di questi giorni sempre più brevi. Marta conosceva la fatica della terra e sapeva amarla, sapeva anche il suono e lo cantava. Nei link lasciamo qualche frammento delle sue ricerche per continuare a camminare insieme su qualche salita della Laga.
.
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Durante la #Scuola3 di Fornara, Giulia De Cunto interveniva sulla progettazione SNAI da 'addetta ai lavori'. I dubbi mossi in termini di efficacia ed efficienza muovevano da un posizionamento chiaro, ma affatto di figura.
.
Oggi siamo a consigliarvi questo pezzo che Giulia ha scritto insieme a Francesco Pasta per Failed Architecture e che altrettanto vividamente tratteggia con chiarezza i limiti di un dibattito figlio di un immaginario nato vecchio: quello della nuova colonizzazione "salvifica" delle -cosiddette- aree interne ai tempi del Covid-19.
.
(perchè non bastavano terremoti e speculatori: ci mancava un po' di retorica.)
failedarchitecture.com/italys-countryside-does-not-need-saving/
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::: IRPINIA, RICORRENZE E LA POSIZIONE NEI RICORDI :::
.
💼 Negli anniversari ci siamo abituate a sentire il crepitio delle scarpe buone sui piazzali dei cantieri da inaugurare, il fiato strozzato lungo le salite dei paesi abbandonati, il vuoto delle loro mancate scuse, l'eco delle responsabilità piombate in fondo ai ricordi.
.
🐊 Lacrime di coccodrillo versate nelle ricorrenze delle tragedie. Sempre le stesse, versate sulle fasce tricolori, sui loro "andrà tutto bene", sulle loro belle foto con il nastro tagliato, il cartello e l'Appennino dietro.
Abbiamo imparato a riconoscerli in questi 4 anni di cratere, dopo 40 anni saranno ormai parte della storia.
.
✍️ Sì, ma di quale? Perchè se c'è un'arma che resta in mano a "chi aveva ragione" è continuare a raccontare l'altra storia, quella dei vinti.
.
Tra i tanti materiali interessanti di questi giorni, vi suggeriamo l'audiodocumentario di TRE SOLDI Radiotre 'La Terra Ballerina', anticipato ieri dall'intervista al -nostro- Gabriele Moscaritolo, autore di Memorie dal cratere. Storia sociale del terremoto in Irpinia

👉🏼 www.raiplayradio.it/audio/2020/11/Zaz195160---Memorie-dal-cratere-cdb6b2cb-aeb5-49fa-8de5-ba42a24...
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📙 Senza che il presidenteFrancesco Acquarolii se ne accorgesse, le Marche sono entrate in zona arancione. Così nel cratere solo l'Amatriciano continua ad essere -per ora- in zona gialla; per tutti gli altri scatta l'obbligo di rimanere a casa (avercela!), muoversi solo per necessità (fin troppe!), decurtare ancora le occasioni per vivere una vita normale (già poche anche prima).

📉 Ma se il modo per aiutare il sistema sanitario a piegare la curva dei contagi è limitare i contatti diretti, e volete riprendere fiato tra un sentiero e l'altro, vi proponiamo un'alternativa per questi lunghi pomeriggi autunnali.

📖 Rivista Malamentente (malamente.info) contiene nell'ultimo numero la doppia intervista "Il marchingegno si è rotto" con alcune importanti riflessioni Michele Serafiniini sul futuro dell'Appennino rurale. L'articolo vola via veloce, ma poi vi restano tantissime pagine per conoscere, da una angolatura diversa, "questa splendida regione".
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::: 30/10/2016 - 30/10/2020 :::

“Io l’ho vista scendere giù da casa, quella signora, con l’album delle fotografie del matrimonio. M’ha detto: tutto il resto – i panni, le maglie, le mutande – me lo ridanno, questo no”
.
Quattro anni fa, in questi giorni, fu da subito chiaro a tutti che nulla sarebbe più tornato come era prima.
Le scosse del 26 ottobre, con epicentro dove sorge il fiume Nera, più a nord delle prime di agosto, avevano già spinto alcuni ad allontanarsi. Quelle del 30 ottobre, distruttive per Norcia e per molti altri borghi delle province di Macerata e Perugia, allargano il cratere ad altre decine di migliaia di persone.
La priorità, in un primo momento, fu mettere tutto e tutti in sicurezza; hanno dimenticato che poi sarebbe stato altrettanto essenziale consentire alla popolazione di tornare sul territorio appena possibile. I ritardi nella consegna delle SAE e le politiche abitative dell’emergenza hanno invece facilitato la dispersione e il definitivo trasferimento di molti altrove. E compromesso la ricostruzione. A Visso fra qualche mese dovrebbe inaugurare la "piazza provvisoria". Dopo quattro anni.
.
Come si porta avanti il ricordo di un terremoto che non ha fatto vittime?
Oggi, a mente fredda e cuore ruvido, camminiamo al fianco della gente sui territori, di chi ha deciso di restare. Osserviamo la difficoltà di abitare e vivere la socialità in strutture emergenziali e temporanee, in cui a distanza di quattro anni stentano a svilupparsi forme di vita “comunitarie”. Facciamo nostra la condizione di “tempo sospeso”, in cui i progetti di vita vanno accantonati, congelati, perché i tempi sulla ricostruzione sono incerti e il futuro da queste parti non è stato mai così lontano.
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6 giorni fa

Emidio di Treviri

Ad agosto 2016 i ragazzi e le ragazze del Campetto occupato erano operativi da subito per i terremotati, con una solidarietà popolare spontanea e senza bandiere. Mai ostentata, come le tante attività cui non hanno smesso di dare vita nel quartiere, nella città e per il territorio teramano vessato da disastri, inquinatori e malgoverno.
.
Ora il sindaco (svegliatosi leghista) li vorrebbe sgomberare, cacciandoli dal campetto che hanno riqualificato dopo decenni di abbandono... Seguite le loro pagine, che è solo l'inizio!
.
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Emidio di Treviri

::: SULLE TRACCE DELL'APPENNINO CHE CAMBIA :::

💥PRESTO FUORI!💥 In uscita il nuovo libro sulle conseguenze del terremoto dell'Appennino Centrale.
:
Un lungo cammino cominciato in tempi non sospetti, ci ha chiamato a non abbandonare la strada della conoscenza sul post-terremoto. L'abbiamo perseguita con lo stesso principio di sempre: autonomia e indipendenza. Abbiamo costruito la rete che ci ha permesso di mandare avanti il progetto con i soggetti impegnati sul territorio, dalle molte resistenze che non indietreggiano su queste montagne.
:
E' nato così il premio dedicato a Massimo Dell'Orso per la tesi sull'Appennino che cambia e l'archivio che conterrà i lavori scientifici dei partecipanti nella loro interezza. Un archivio di libera consultazione perchè non venga disperso il materiale su un processo che ha ferito più del sisma queste zone di Appennino.
:
I migliori lavori sono confluiti in un volume che stiamo dando alle stampe, con la casa editrice Il Bene Comune e che sarà distribuito nel cratere a prezzo politico. Una cornice nella quale hanno trovato posto gli estratti dei molti lavori arrivati e a cui hanno collaborato oltre 50 ricercatrici/ori.
:
Un'opera realizzata con il contributo dell'Istituto Storico di Macerata e il corso di Sociologia Unicam, la famiglia di Massimo Dell'Orso.
:
Un percorso supportato da Parco Nazionale dei Monti Sibillini, Brigate di Solidarietà Attiva - Terremoto Centro Italia, Terre in Moto Marche, CASA Cosa Accade Se Abitiamo - Frontignano, Ussita, Ecomuseo del MonteCeresa
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Emidio di Treviri

Dal 1 al 4 settembre 2021
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⋆⋆★ SCUOLA FORNARA #5 ★⋆⋆
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✹ ecologie ✹ seminari ✹ montagne ✹ workshop ✹ camminate ✹ cultura tradizionale ✹ feste ✹ critica radicale ✹ posterremoto ✹ autogestione
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Ancora news sullo "spirito delle comunanze" 🙂

🎬 E' uscito un articolo di @Antonio Secondo per la La Terra Trema sul nostro film "Le terre di Tutti" diretto da @Ferdinando Amato e @Marilin Mantineo, che potete ancora guardare su OpenDDB (Distribuzioni dal Basso)

🌲 Nasce nel Bosco di Mambrica un progetto che cammina sulle gambe di Michele e altri coraggiose che hanno recuperato un rifugio abbandonato per la cura del bosco e per tornare a "raccontare [anche] delle esperienze positive delle comunanze agrarie". Ospitalità "al di là delle grandi strategie per le aree interne che riguardano principalmente un turismo elitario."

🎯 Tra le progettualità nate dalla destituenza di Emidio di Treviri continua quella di inComunanza, la ricerca di mappatura e riattivazione dei beni collettivi della montagna picena. In collaborazione con l'Ecomuseo del MonteCeresa nasce una borsa di ricerca per un giovane disoccupato sul tema delle comunanze!

📑 All'interno del convegno di Aree Fragili 2021 sono previsti due momenti di approfondimento sul tema della comunanze con alcuni affezionatissimi di Emidio di Treviri: venerdì 19/marzo alle 16 e sabato alle 9 (online)

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Da Stefano, alcuni di noi, ci prendevano il pane, durante qualche giornata sul Vettore o tornando da Roma... e "chi se lo sarebbe immaginato". Elena l'abbiamo conosciuta quando è arrivata dal mare e poi non se n'è più andata.
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💕 L'abbiamo rivisti nei film (su tutti Appennino, di Emiliano Dante), nelle trasmissioni, nei reportage.. una bella storia-bandiera che però non ha mai perso di vista le ragioni 'che stavano sotto'. Si trattava di emergere, talvolta, ma sempre a nome di un mondo con cui non recidere le radici. Sempre senza perdere gli obiettivi più alti per cui talvolta si è disposti a rimettere in discussione tutto.
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🏞 Stavolta chiedono un piccolo aiuto non certo per un ritorno personale ma per consolidare la loro idea di turismo accessibile alle persone diversamente abili sulle nostre montagne. Come Emidio di Treviri, abbiamo deciso di passare a loro una parte della nostra cassa, perché coviamo la fiducia che chi ha sostenuto noi abbia voluto sostenere tutte le realtà come quella del Rifugio Mezzi Litri nel disastrato comune di Arquata del Tronto sul Monte Vettore
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Su Lo Scarpone - Dicembre 2020, la rivista ufficiale del CAI - Club Alpino Italiano, è ospitato un bell'articolo di Martina Nasso sul senso dei domini collettivi oggi. Un approfondimento sulle Comunanze d'Appennino e il ruolo che possono tornare a svolgere per il futuro -sostenibile- di queste terre.

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Marta era passata alla seconda scuola, nel 2018, ad ascoltare l'incontro ospitato nel container della Comunanza di Forca e la cena coi pastori. Quest'anno la aspettavamo per la quarta edizione.
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Quando la chiamammo per dirle che, rimandando l'appuntamento causa pandemia, avremmo dovuto rinunciare ad ascoltare la sua bellissima ricerca sulle donne nella pastorizia storica d'Appennino, lei rise assertivamente. Ci rispose che l'avremmo fatta più bella l'anno dopo, almeno si poteva ballare.
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Sapere che purtroppo non ci sarà ci fa stringere il cuore.
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Pensare a quanto se ne va di lei, con lei, fa sembrare più aride queste montagne battute dai venti gelidi di questi giorni sempre più brevi. Marta conosceva la fatica della terra e sapeva amarla, sapeva anche il suono e lo cantava. Nei link lasciamo qualche frammento delle sue ricerche per continuare a camminare insieme su qualche salita della Laga.
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Durante la #Scuola3 di Fornara, Giulia De Cunto interveniva sulla progettazione SNAI da 'addetta ai lavori'. I dubbi mossi in termini di efficacia ed efficienza muovevano da un posizionamento chiaro, ma affatto di figura.
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Oggi siamo a consigliarvi questo pezzo che Giulia ha scritto insieme a Francesco Pasta per Failed Architecture e che altrettanto vividamente tratteggia con chiarezza i limiti di un dibattito figlio di un immaginario nato vecchio: quello della nuova colonizzazione "salvifica" delle -cosiddette- aree interne ai tempi del Covid-19.
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(perchè non bastavano terremoti e speculatori: ci mancava un po' di retorica.)
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::: IRPINIA, RICORRENZE E LA POSIZIONE NEI RICORDI :::
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💼 Negli anniversari ci siamo abituate a sentire il crepitio delle scarpe buone sui piazzali dei cantieri da inaugurare, il fiato strozzato lungo le salite dei paesi abbandonati, il vuoto delle loro mancate scuse, l'eco delle responsabilità piombate in fondo ai ricordi.
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🐊 Lacrime di coccodrillo versate nelle ricorrenze delle tragedie. Sempre le stesse, versate sulle fasce tricolori, sui loro "andrà tutto bene", sulle loro belle foto con il nastro tagliato, il cartello e l'Appennino dietro.
Abbiamo imparato a riconoscerli in questi 4 anni di cratere, dopo 40 anni saranno ormai parte della storia.
.
✍️ Sì, ma di quale? Perchè se c'è un'arma che resta in mano a "chi aveva ragione" è continuare a raccontare l'altra storia, quella dei vinti.
.
Tra i tanti materiali interessanti di questi giorni, vi suggeriamo l'audiodocumentario di TRE SOLDI Radiotre 'La Terra Ballerina', anticipato ieri dall'intervista al -nostro- Gabriele Moscaritolo, autore di Memorie dal cratere. Storia sociale del terremoto in Irpinia

👉🏼 www.raiplayradio.it/audio/2020/11/Zaz195160---Memorie-dal-cratere-cdb6b2cb-aeb5-49fa-8de5-ba42a24...
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📙 Senza che il presidenteFrancesco Acquarolii se ne accorgesse, le Marche sono entrate in zona arancione. Così nel cratere solo l'Amatriciano continua ad essere -per ora- in zona gialla; per tutti gli altri scatta l'obbligo di rimanere a casa (avercela!), muoversi solo per necessità (fin troppe!), decurtare ancora le occasioni per vivere una vita normale (già poche anche prima).

📉 Ma se il modo per aiutare il sistema sanitario a piegare la curva dei contagi è limitare i contatti diretti, e volete riprendere fiato tra un sentiero e l'altro, vi proponiamo un'alternativa per questi lunghi pomeriggi autunnali.

📖 Rivista Malamentente (malamente.info) contiene nell'ultimo numero la doppia intervista "Il marchingegno si è rotto" con alcune importanti riflessioni Michele Serafiniini sul futuro dell'Appennino rurale. L'articolo vola via veloce, ma poi vi restano tantissime pagine per conoscere, da una angolatura diversa, "questa splendida regione".
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::: 30/10/2016 - 30/10/2020 :::

“Io l’ho vista scendere giù da casa, quella signora, con l’album delle fotografie del matrimonio. M’ha detto: tutto il resto – i panni, le maglie, le mutande – me lo ridanno, questo no”
.
Quattro anni fa, in questi giorni, fu da subito chiaro a tutti che nulla sarebbe più tornato come era prima.
Le scosse del 26 ottobre, con epicentro dove sorge il fiume Nera, più a nord delle prime di agosto, avevano già spinto alcuni ad allontanarsi. Quelle del 30 ottobre, distruttive per Norcia e per molti altri borghi delle province di Macerata e Perugia, allargano il cratere ad altre decine di migliaia di persone.
La priorità, in un primo momento, fu mettere tutto e tutti in sicurezza; hanno dimenticato che poi sarebbe stato altrettanto essenziale consentire alla popolazione di tornare sul territorio appena possibile. I ritardi nella consegna delle SAE e le politiche abitative dell’emergenza hanno invece facilitato la dispersione e il definitivo trasferimento di molti altrove. E compromesso la ricostruzione. A Visso fra qualche mese dovrebbe inaugurare la "piazza provvisoria". Dopo quattro anni.
.
Come si porta avanti il ricordo di un terremoto che non ha fatto vittime?
Oggi, a mente fredda e cuore ruvido, camminiamo al fianco della gente sui territori, di chi ha deciso di restare. Osserviamo la difficoltà di abitare e vivere la socialità in strutture emergenziali e temporanee, in cui a distanza di quattro anni stentano a svilupparsi forme di vita “comunitarie”. Facciamo nostra la condizione di “tempo sospeso”, in cui i progetti di vita vanno accantonati, congelati, perché i tempi sulla ricostruzione sono incerti e il futuro da queste parti non è stato mai così lontano.
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