Da Stefano, alcuni di noi, ci prendevano il pane, durante qualche giornata sul Vettore o tornando da Roma... e "chi se lo sarebbe immaginato". Elena l'abbiamo conosciuta quando è arrivata dal mare e poi non se n'è più andata.
:
💕 L'abbiamo rivisti nei film (su tutti Appennino, di Emiliano Dante), nelle trasmissioni, nei reportage.. una bella storia-bandiera che però non ha mai perso di vista le ragioni 'che stavano sotto'. Si trattava di emergere, talvolta, ma sempre a nome di un mondo con cui non recidere le radici. Sempre senza perdere gli obiettivi più alti per cui talvolta si è disposti a rimettere in discussione tutto.
:
🏞 Stavolta chiedono un piccolo aiuto non certo per un ritorno personale ma per consolidare la loro idea di turismo accessibile alle persone diversamente abili sulle nostre montagne. Come Emidio di Treviri, abbiamo deciso di passare a loro una parte della nostra cassa, perché coviamo la fiducia che chi ha sostenuto noi abbia voluto sostenere tutte le realtà come quella del Rifugio Mezzi Litri nel disastrato comune di Arquata del Tronto sul Monte Vettore
:
✅ Se avete voglia sostenete la campagna, e correte la voce: nel primo commento il link

(Foto di Sara - Va' Sentiero)
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Su Lo Scarpone - Dicembre 2020, la rivista ufficiale del CAI - Club Alpino Italiano, è ospitato un bell'articolo di Martina Nasso sul senso dei domini collettivi oggi. Un approfondimento sulle Comunanze d'Appennino e il ruolo che possono tornare a svolgere per il futuro -sostenibile- di queste terre.

...e se siete in ritardo con un regalo dell'ultimo minuto, approfittate per regalare "Le Terre di Tutti" ancora in distribuzione su OpenDDB (Distribuzioni dal Basso) www.openddb.it/film/le-terre-di-tutti
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2 mesi fa

Emidio di Treviri

Marta era passata alla seconda scuola, nel 2018, ad ascoltare l'incontro ospitato nel container della Comunanza di Forca e la cena coi pastori. Quest'anno la aspettavamo per la quarta edizione.
.
Quando la chiamammo per dirle che, rimandando l'appuntamento causa pandemia, avremmo dovuto rinunciare ad ascoltare la sua bellissima ricerca sulle donne nella pastorizia storica d'Appennino, lei rise assertivamente. Ci rispose che l'avremmo fatta più bella l'anno dopo, almeno si poteva ballare.
.
Sapere che purtroppo non ci sarà ci fa stringere il cuore.
.
Pensare a quanto se ne va di lei, con lei, fa sembrare più aride queste montagne battute dai venti gelidi di questi giorni sempre più brevi. Marta conosceva la fatica della terra e sapeva amarla, sapeva anche il suono e lo cantava. Nei link lasciamo qualche frammento delle sue ricerche per continuare a camminare insieme su qualche salita della Laga.
.
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"𝐒𝐜𝐨𝐬𝐬𝐞 𝐠𝐢𝐨𝐯𝐚𝐧𝐢𝐥𝐢 𝐝𝐢 𝐬𝐨𝐥𝐢𝐝𝐚𝐫𝐢𝐞𝐭à" organizzato da Movimentazioni e Arcs Culture Solidali, come evento finale dei progetti di Servizio Volontario Europeo strategico, ospiterà una discussione su "La ricerca al servizio delle comunità locali".
.
Durante la presentazione si parlerà anche del Premio dedicato alla memoria di Massimo Dall'Orso, della costruzione dell'archivio e della tesi vincitrice del Premio 2020
.
Leggi il programma su: movimentazioni.org/scossedisolidarieta/
o segui l'evento alle 17 :
.
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Durante la #Scuola3 di Fornara, Giulia De Cunto interveniva sulla progettazione SNAI da 'addetta ai lavori'. I dubbi mossi in termini di efficacia ed efficienza muovevano da un posizionamento chiaro, ma affatto di figura.
.
Oggi siamo a consigliarvi questo pezzo che Giulia ha scritto insieme a Francesco Pasta per Failed Architecture e che altrettanto vividamente tratteggia con chiarezza i limiti di un dibattito figlio di un immaginario nato vecchio: quello della nuova colonizzazione "salvifica" delle -cosiddette- aree interne ai tempi del Covid-19.
.
(perchè non bastavano terremoti e speculatori: ci mancava un po' di retorica.)
failedarchitecture.com/italys-countryside-does-not-need-saving/
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::: IRPINIA, RICORRENZE E LA POSIZIONE NEI RICORDI :::
.
💼 Negli anniversari ci siamo abituate a sentire il crepitio delle scarpe buone sui piazzali dei cantieri da inaugurare, il fiato strozzato lungo le salite dei paesi abbandonati, il vuoto delle loro mancate scuse, l'eco delle responsabilità piombate in fondo ai ricordi.
.
🐊 Lacrime di coccodrillo versate nelle ricorrenze delle tragedie. Sempre le stesse, versate sulle fasce tricolori, sui loro "andrà tutto bene", sulle loro belle foto con il nastro tagliato, il cartello e l'Appennino dietro.
Abbiamo imparato a riconoscerli in questi 4 anni di cratere, dopo 40 anni saranno ormai parte della storia.
.
✍️ Sì, ma di quale? Perchè se c'è un'arma che resta in mano a "chi aveva ragione" è continuare a raccontare l'altra storia, quella dei vinti.
.
Tra i tanti materiali interessanti di questi giorni, vi suggeriamo l'audiodocumentario di TRE SOLDI Radiotre 'La Terra Ballerina', anticipato ieri dall'intervista al -nostro- Gabriele Moscaritolo, autore di Memorie dal cratere. Storia sociale del terremoto in Irpinia

👉🏼 www.raiplayradio.it/audio/2020/11/Zaz195160---Memorie-dal-cratere-cdb6b2cb-aeb5-49fa-8de5-ba42a24...
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📙 Senza che il presidenteFrancesco Acquarolii se ne accorgesse, le Marche sono entrate in zona arancione. Così nel cratere solo l'Amatriciano continua ad essere -per ora- in zona gialla; per tutti gli altri scatta l'obbligo di rimanere a casa (avercela!), muoversi solo per necessità (fin troppe!), decurtare ancora le occasioni per vivere una vita normale (già poche anche prima).

📉 Ma se il modo per aiutare il sistema sanitario a piegare la curva dei contagi è limitare i contatti diretti, e volete riprendere fiato tra un sentiero e l'altro, vi proponiamo un'alternativa per questi lunghi pomeriggi autunnali.

📖 Rivista Malamentente (malamente.info) contiene nell'ultimo numero la doppia intervista "Il marchingegno si è rotto" con alcune importanti riflessioni Michele Serafiniini sul futuro dell'Appennino rurale. L'articolo vola via veloce, ma poi vi restano tantissime pagine per conoscere, da una angolatura diversa, "questa splendida regione".
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::: 30/10/2016 - 30/10/2020 :::

“Io l’ho vista scendere giù da casa, quella signora, con l’album delle fotografie del matrimonio. M’ha detto: tutto il resto – i panni, le maglie, le mutande – me lo ridanno, questo no”
.
Quattro anni fa, in questi giorni, fu da subito chiaro a tutti che nulla sarebbe più tornato come era prima.
Le scosse del 26 ottobre, con epicentro dove sorge il fiume Nera, più a nord delle prime di agosto, avevano già spinto alcuni ad allontanarsi. Quelle del 30 ottobre, distruttive per Norcia e per molti altri borghi delle province di Macerata e Perugia, allargano il cratere ad altre decine di migliaia di persone.
La priorità, in un primo momento, fu mettere tutto e tutti in sicurezza; hanno dimenticato che poi sarebbe stato altrettanto essenziale consentire alla popolazione di tornare sul territorio appena possibile. I ritardi nella consegna delle SAE e le politiche abitative dell’emergenza hanno invece facilitato la dispersione e il definitivo trasferimento di molti altrove. E compromesso la ricostruzione. A Visso fra qualche mese dovrebbe inaugurare la "piazza provvisoria". Dopo quattro anni.
.
Come si porta avanti il ricordo di un terremoto che non ha fatto vittime?
Oggi, a mente fredda e cuore ruvido, camminiamo al fianco della gente sui territori, di chi ha deciso di restare. Osserviamo la difficoltà di abitare e vivere la socialità in strutture emergenziali e temporanee, in cui a distanza di quattro anni stentano a svilupparsi forme di vita “comunitarie”. Facciamo nostra la condizione di “tempo sospeso”, in cui i progetti di vita vanno accantonati, congelati, perché i tempi sulla ricostruzione sono incerti e il futuro da queste parti non è stato mai così lontano.
.
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Emidio di Treviri in versione giovanilista, sbarca anche su instagram. Seguiteci anche su quel sentiero.

www.instagram.com/emidio_di_treviri/
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💚 All'inizio dell'estate di due anni fa, fummo ospitati a Bergamo a raccontare l'emergenza del terremoto dell'Appennino. Un'accoglienza calorosissima per il progetto di Emidio di Treviri, con cena e chiacchiere nella bellissima Kascina Autogestita Popolare Angelica "Cocca" Casile nel quartiere Monterosso.
.
👩‍⚕ Ieri, nel bel mezzo di un'altra violenta emergenza -quella del COVID19- che la comunità bergamasca ha scontato e continua a scontare in prima persona, l'amministrazione del Partito Democratico Bergamo ha ben pensato fosse prioritario sgomberare l'esperienza sociale della Kascina, colpevole di ospitare umanità, autogestione e prestare le proprie forze e ascolto a chi ne avesse -come noi in quel momento- bisogno.
.
✊ Siamo sempre vicini a chi perde il tetto sopra la propria testa, ma con uno slancio in più per gli amiche bergamaschi.
Seguite gli aggiornamento su Radio Onda d'Urto, lunga vita a chi lotta!
.
EMIDIO 💚 KASCINA
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::: SAREBBE STATO IMPOSSIBILE :::
.
🦠 Le condizioni generali della salute pubblica non ci permettevano di convocare una #ꜱᴄᴜᴏʟᴀ simile a quelle che avevamo vissuto negli anni precedenti, e abbiamo scelto di non farla.
.
👥 Non avremmo potuto convocare le assemblee pubbliche di lotta che sostanziano le teorie #radicali; non avremmo potuto organizzare le feste e i momenti di convivialità che danno senso alle slide che parlano di #comunità; non avremmo potuto solcare in sicurezza le relazioni col tessuto locale che concretizzano l'approccio col #territorio.
.
🔥 Ma per i progetti attivi, per l'urgenza di trovarsi intorno alle questioni concrete, non abbiamo potuto resistere al richiamo delle montagne del cratere a fine estate. Ci siamo visti per le poche relazioni necessarie a dirci che nonostante tutto ci siamo ancora. Momenti per darsi reciproca forza con gli altri impegnati a non abbandonare questi posti, nonostante il passare degli anni.
.
🐏 La #ꜱᴄᴜᴏʟᴀ di EdT quest'anno non c'è stata, ma sarebbe stato impossibile far saltare gli incontri tra noi, le passeggiate, il cinema di montagna nelle frazioni quasi abbandonate, le camminate, la cultura orale tradizionale, le nuove idee a lavoro... per renderle ancora più possibili da domani!

👇 le foto dell'adunanza #6 di Settembre 2020
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FERMATO L'ASSALTO AI DOMINI COLLETTIVI

Il decreto Semplificazioni, tra le tante sciagure che introduceva, ospitava anche un tentativo della "lobby dei gasdotti" di scavalcare gli usi civici.
Piccole modifiche alla legge che avrebbero compromesso la possibilità per le comunità di opporsi agli attraversamenti sui propri territori. Ne raccontavamo anche rispetto a un'esperienza, quella del bosco di Corundoli, cui siamo molto legati.
.
Grazie alla mobilitazione dei movimenti ecologisti si è alzata l'attenzione sul provvedimento. Abbiamo incluso la questioni degli usi civici nella mobilitazione, e grazie alle pressione popolare sulla commissione parlamentare sono state ritirate tutte le modifiche che tanto sarebbero piaciute a TAP/SNAM.
.
Per questo siamo tornati col sorriso a proiettare "Le terre di tutti" in basso Molise. Con ancora più chiaro che solo la lotta paga.

Ps: ça va sans dire, la pressione sui deputati locali è stata possibile solo grazie al fatto che ce ne fossero. Una banalità che non sarebbe necessario esplicitare, se non fosse per un referendum che dimezzerebbe la possibilità di averne. Un motivo in più per cui se Emidio avesse la tessera elettorale, probabilmente voterebbe no.
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Da Stefano, alcuni di noi, ci prendevano il pane, durante qualche giornata sul Vettore o tornando da Roma... e "chi se lo sarebbe immaginato". Elena l'abbiamo conosciuta quando è arrivata dal mare e poi non se n'è più andata.
:
💕 L'abbiamo rivisti nei film (su tutti Appennino, di Emiliano Dante), nelle trasmissioni, nei reportage.. una bella storia-bandiera che però non ha mai perso di vista le ragioni 'che stavano sotto'. Si trattava di emergere, talvolta, ma sempre a nome di un mondo con cui non recidere le radici. Sempre senza perdere gli obiettivi più alti per cui talvolta si è disposti a rimettere in discussione tutto.
:
🏞 Stavolta chiedono un piccolo aiuto non certo per un ritorno personale ma per consolidare la loro idea di turismo accessibile alle persone diversamente abili sulle nostre montagne. Come Emidio di Treviri, abbiamo deciso di passare a loro una parte della nostra cassa, perché coviamo la fiducia che chi ha sostenuto noi abbia voluto sostenere tutte le realtà come quella del Rifugio Mezzi Litri nel disastrato comune di Arquata del Tronto sul Monte Vettore
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✅ Se avete voglia sostenete la campagna, e correte la voce: nel primo commento il link

(Foto di Sara - Va' Sentiero)
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Su Lo Scarpone - Dicembre 2020, la rivista ufficiale del CAI - Club Alpino Italiano, è ospitato un bell'articolo di Martina Nasso sul senso dei domini collettivi oggi. Un approfondimento sulle Comunanze d'Appennino e il ruolo che possono tornare a svolgere per il futuro -sostenibile- di queste terre.

...e se siete in ritardo con un regalo dell'ultimo minuto, approfittate per regalare "Le Terre di Tutti" ancora in distribuzione su OpenDDB (Distribuzioni dal Basso) www.openddb.it/film/le-terre-di-tutti
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Emidio di Treviri

Marta era passata alla seconda scuola, nel 2018, ad ascoltare l'incontro ospitato nel container della Comunanza di Forca e la cena coi pastori. Quest'anno la aspettavamo per la quarta edizione.
.
Quando la chiamammo per dirle che, rimandando l'appuntamento causa pandemia, avremmo dovuto rinunciare ad ascoltare la sua bellissima ricerca sulle donne nella pastorizia storica d'Appennino, lei rise assertivamente. Ci rispose che l'avremmo fatta più bella l'anno dopo, almeno si poteva ballare.
.
Sapere che purtroppo non ci sarà ci fa stringere il cuore.
.
Pensare a quanto se ne va di lei, con lei, fa sembrare più aride queste montagne battute dai venti gelidi di questi giorni sempre più brevi. Marta conosceva la fatica della terra e sapeva amarla, sapeva anche il suono e lo cantava. Nei link lasciamo qualche frammento delle sue ricerche per continuare a camminare insieme su qualche salita della Laga.
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"𝐒𝐜𝐨𝐬𝐬𝐞 𝐠𝐢𝐨𝐯𝐚𝐧𝐢𝐥𝐢 𝐝𝐢 𝐬𝐨𝐥𝐢𝐝𝐚𝐫𝐢𝐞𝐭à" organizzato da Movimentazioni e Arcs Culture Solidali, come evento finale dei progetti di Servizio Volontario Europeo strategico, ospiterà una discussione su "La ricerca al servizio delle comunità locali".
.
Durante la presentazione si parlerà anche del Premio dedicato alla memoria di Massimo Dall'Orso, della costruzione dell'archivio e della tesi vincitrice del Premio 2020
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Leggi il programma su: movimentazioni.org/scossedisolidarieta/
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Durante la #Scuola3 di Fornara, Giulia De Cunto interveniva sulla progettazione SNAI da 'addetta ai lavori'. I dubbi mossi in termini di efficacia ed efficienza muovevano da un posizionamento chiaro, ma affatto di figura.
.
Oggi siamo a consigliarvi questo pezzo che Giulia ha scritto insieme a Francesco Pasta per Failed Architecture e che altrettanto vividamente tratteggia con chiarezza i limiti di un dibattito figlio di un immaginario nato vecchio: quello della nuova colonizzazione "salvifica" delle -cosiddette- aree interne ai tempi del Covid-19.
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(perchè non bastavano terremoti e speculatori: ci mancava un po' di retorica.)
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::: IRPINIA, RICORRENZE E LA POSIZIONE NEI RICORDI :::
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💼 Negli anniversari ci siamo abituate a sentire il crepitio delle scarpe buone sui piazzali dei cantieri da inaugurare, il fiato strozzato lungo le salite dei paesi abbandonati, il vuoto delle loro mancate scuse, l'eco delle responsabilità piombate in fondo ai ricordi.
.
🐊 Lacrime di coccodrillo versate nelle ricorrenze delle tragedie. Sempre le stesse, versate sulle fasce tricolori, sui loro "andrà tutto bene", sulle loro belle foto con il nastro tagliato, il cartello e l'Appennino dietro.
Abbiamo imparato a riconoscerli in questi 4 anni di cratere, dopo 40 anni saranno ormai parte della storia.
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✍️ Sì, ma di quale? Perchè se c'è un'arma che resta in mano a "chi aveva ragione" è continuare a raccontare l'altra storia, quella dei vinti.
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Tra i tanti materiali interessanti di questi giorni, vi suggeriamo l'audiodocumentario di TRE SOLDI Radiotre 'La Terra Ballerina', anticipato ieri dall'intervista al -nostro- Gabriele Moscaritolo, autore di Memorie dal cratere. Storia sociale del terremoto in Irpinia

👉🏼 www.raiplayradio.it/audio/2020/11/Zaz195160---Memorie-dal-cratere-cdb6b2cb-aeb5-49fa-8de5-ba42a24...
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📙 Senza che il presidenteFrancesco Acquarolii se ne accorgesse, le Marche sono entrate in zona arancione. Così nel cratere solo l'Amatriciano continua ad essere -per ora- in zona gialla; per tutti gli altri scatta l'obbligo di rimanere a casa (avercela!), muoversi solo per necessità (fin troppe!), decurtare ancora le occasioni per vivere una vita normale (già poche anche prima).

📉 Ma se il modo per aiutare il sistema sanitario a piegare la curva dei contagi è limitare i contatti diretti, e volete riprendere fiato tra un sentiero e l'altro, vi proponiamo un'alternativa per questi lunghi pomeriggi autunnali.

📖 Rivista Malamentente (malamente.info) contiene nell'ultimo numero la doppia intervista "Il marchingegno si è rotto" con alcune importanti riflessioni Michele Serafiniini sul futuro dell'Appennino rurale. L'articolo vola via veloce, ma poi vi restano tantissime pagine per conoscere, da una angolatura diversa, "questa splendida regione".
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::: 30/10/2016 - 30/10/2020 :::

“Io l’ho vista scendere giù da casa, quella signora, con l’album delle fotografie del matrimonio. M’ha detto: tutto il resto – i panni, le maglie, le mutande – me lo ridanno, questo no”
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Quattro anni fa, in questi giorni, fu da subito chiaro a tutti che nulla sarebbe più tornato come era prima.
Le scosse del 26 ottobre, con epicentro dove sorge il fiume Nera, più a nord delle prime di agosto, avevano già spinto alcuni ad allontanarsi. Quelle del 30 ottobre, distruttive per Norcia e per molti altri borghi delle province di Macerata e Perugia, allargano il cratere ad altre decine di migliaia di persone.
La priorità, in un primo momento, fu mettere tutto e tutti in sicurezza; hanno dimenticato che poi sarebbe stato altrettanto essenziale consentire alla popolazione di tornare sul territorio appena possibile. I ritardi nella consegna delle SAE e le politiche abitative dell’emergenza hanno invece facilitato la dispersione e il definitivo trasferimento di molti altrove. E compromesso la ricostruzione. A Visso fra qualche mese dovrebbe inaugurare la "piazza provvisoria". Dopo quattro anni.
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Come si porta avanti il ricordo di un terremoto che non ha fatto vittime?
Oggi, a mente fredda e cuore ruvido, camminiamo al fianco della gente sui territori, di chi ha deciso di restare. Osserviamo la difficoltà di abitare e vivere la socialità in strutture emergenziali e temporanee, in cui a distanza di quattro anni stentano a svilupparsi forme di vita “comunitarie”. Facciamo nostra la condizione di “tempo sospeso”, in cui i progetti di vita vanno accantonati, congelati, perché i tempi sulla ricostruzione sono incerti e il futuro da queste parti non è stato mai così lontano.
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.
👩‍⚕ Ieri, nel bel mezzo di un'altra violenta emergenza -quella del COVID19- che la comunità bergamasca ha scontato e continua a scontare in prima persona, l'amministrazione del Partito Democratico Bergamo ha ben pensato fosse prioritario sgomberare l'esperienza sociale della Kascina, colpevole di ospitare umanità, autogestione e prestare le proprie forze e ascolto a chi ne avesse -come noi in quel momento- bisogno.
.
✊ Siamo sempre vicini a chi perde il tetto sopra la propria testa, ma con uno slancio in più per gli amiche bergamaschi.
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👥 Non avremmo potuto convocare le assemblee pubbliche di lotta che sostanziano le teorie #radicali; non avremmo potuto organizzare le feste e i momenti di convivialità che danno senso alle slide che parlano di #comunità; non avremmo potuto solcare in sicurezza le relazioni col tessuto locale che concretizzano l'approccio col #territorio.
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🔥 Ma per i progetti attivi, per l'urgenza di trovarsi intorno alle questioni concrete, non abbiamo potuto resistere al richiamo delle montagne del cratere a fine estate. Ci siamo visti per le poche relazioni necessarie a dirci che nonostante tutto ci siamo ancora. Momenti per darsi reciproca forza con gli altri impegnati a non abbandonare questi posti, nonostante il passare degli anni.
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🐏 La #ꜱᴄᴜᴏʟᴀ di EdT quest'anno non c'è stata, ma sarebbe stato impossibile far saltare gli incontri tra noi, le passeggiate, il cinema di montagna nelle frazioni quasi abbandonate, le camminate, la cultura orale tradizionale, le nuove idee a lavoro... per renderle ancora più possibili da domani!

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Il decreto Semplificazioni, tra le tante sciagure che introduceva, ospitava anche un tentativo della "lobby dei gasdotti" di scavalcare gli usi civici.
Piccole modifiche alla legge che avrebbero compromesso la possibilità per le comunità di opporsi agli attraversamenti sui propri territori. Ne raccontavamo anche rispetto a un'esperienza, quella del bosco di Corundoli, cui siamo molto legati.
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Grazie alla mobilitazione dei movimenti ecologisti si è alzata l'attenzione sul provvedimento. Abbiamo incluso la questioni degli usi civici nella mobilitazione, e grazie alle pressione popolare sulla commissione parlamentare sono state ritirate tutte le modifiche che tanto sarebbero piaciute a TAP/SNAM.
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Per questo siamo tornati col sorriso a proiettare "Le terre di tutti" in basso Molise. Con ancora più chiaro che solo la lotta paga.

Ps: ça va sans dire, la pressione sui deputati locali è stata possibile solo grazie al fatto che ce ne fossero. Una banalità che non sarebbe necessario esplicitare, se non fosse per un referendum che dimezzerebbe la possibilità di averne. Un motivo in più per cui se Emidio avesse la tessera elettorale, probabilmente voterebbe no.
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